Nicosia (GelaNova): «Sanità, la fede non diventi una passerella politica»
"La fede va tenuta lontana da qualsiasi rischio di strumentalizzazione politica".
«Massimo rispetto per la Chiesa, per la fede cattolica, evangelica e per chi ha pregato sinceramente per una sanità migliore. Ma proprio perché la fede merita rispetto, credo che vada tenuta lontana da qualsiasi rischio di strumentalizzazione politica».
È la posizione del presidente di GelaNova, Giuseppe Nicosia, sul dibattito legato alla sanità gelese e alle recenti iniziative organizzate sul territorio.
«Guardando l’organizzazione e alcune delle presenze attorno all’iniziativa di San Giacomo, personalmente ho avuto la sensazione di vedere troppa politica attorno alla fede. Quando consiglieri comunali, rappresentanti politici e realtà di quartiere assumono un ruolo centrale in una manifestazione religiosa collegata a una vertenza politica, il confine rischia di diventare troppo sottile».
Nicosia precisa: «La situazione della sanità gelese è grave e nessuno vuole sminuirla. Ma proprio questa criticità non può diventare la giustificazione per confondere fede, protesta e politica. La sanità ha bisogno di medici, reparti funzionanti, investimenti e risposte istituzionali».
Poi la provocazione: «Se per affrontare i problemi della città dobbiamo ricorrere anche alle celebrazioni religiose, allora quante messe dovremmo organizzare per il porto? Quante per la mancanza d’acqua? Quante per il lavoro e lo sviluppo economico di Gela? Su questi temi non vediamo la stessa mobilitazione né tavoli permanenti capaci di produrre risposte concrete».
«Il rischio è che una battaglia sacrosanta come quella per il diritto alla salute finisca per scivolare nel populismo. GelaNova preferisce distinguere la fede dalla politica e chiedere risultati concreti. I problemi di Gela non si risolvono con passerelle o iniziative di facciata, ma attraverso un confronto istituzionale serio, continuo e capace di portare risposte alla città».
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