No al pagamento di certificati medici per invalidità civile
La denuncia di Codacons e Intergruppo all'Ars per tutela del consumatore
“E’ inaccettabile che i cittadini più fragili e bisognosi si potrebbero veder costretti a pagare la certificazione medica necessaria per avviare la domanda di invalidità civile, tanto più che tale servizio, come previsto all’allegato 1 dei LEA dovrebbe essere rilasciato gratuitamente”.
A denunciarlo sono Jose Marano, presidente Intergruppo parlamentare per la tutela dei consumatori all’Ars e Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, che hanno partecipato ad un incontro nel corso del quale sono state analizzate le criticità legate alla nuova procedura di accertamento dell’invalidità civile introdotta dall’INPS, che prevede un certificato medico introduttivo molto più dettagliato rispetto al passato e una raccolta più ampia di informazioni cliniche, anamnestiche e funzionali necessarie per avviare la pratica.Si tratta di un significativo aumento del lavoro richiesto ai medici certificatori, chiamati a redigere documentazioni sanitarie più complesse e articolate, che si traduce inevitabilmente in un aumento del costo della certificazione che resta interamente a carico dei cittadini.
“Secondo le prime stime – spiega l’onorevole Marano - il costo del certificato medico può arrivare a superare i 150 euro, una cifra che rischia di rappresentare un ostacolo concreto per molte persone che chiedono il riconoscimento dell’invalidità civile. In alcune realtà territoriali, tuttavia, il costo potrebbero arrivare anche a 200 o 250 euro, con evidenti ed ingiustificate differenze tra città e professionisti”.Una situazione che rischia di accentuare ulteriormente le disuguaglianze nell’accesso alle procedure di riconoscimento dell’invalidità, soprattutto per i cittadini con ridotte capacità economiche. Marano ha annunciato la presentazione di una interrogazione parlamentare all’ARS per chiedere chiarimenti sull’applicazione dei LEA e monitorare le possibili situazione che potrebbero creare una barriera all’accesso ai diritti delle persone più fragili.
"È un tema che merita grande attenzione – prosegue l’on. Jose Marano – perché il rischio è quello di introdurre nuove difficoltà per cittadini già fragili. L’accesso ai diritti sociali non può essere ostacolato da costi amministrativi che finiscono per gravare proprio su chi si trova in condizioni economiche più difficili".Nel corso del confronto è stata inoltre evidenziata la necessità di individuare soluzioni concrete per evitare che il costo della certificazione rappresenti un ostacolo all’avvio delle pratiche di invalidità. Tra le ipotesi emerse vi è l’introduzione di un rimborso pubblico per i cittadini con redditi bassi o esenti dal ticket sanitario, ma anche una misura più incisiva per i casi di maggiore difficoltà economica.È stato infatti proposto che, per i soggetti economicamente più fragili o impossibilitati ad anticipare la spesa, sia direttamente l’INPS a corrispondere il compenso al medico certificatore, evitando così che i cittadini debbano sostenere costi anticipati per poter avviare la procedura di riconoscimento dell’invalidità."È giusto che l’attività dei medici certificatori venga adeguatamente riconosciuta e remunerata – ha dichiarato Tanasi – ma non è accettabile che il costo di questa riorganizzazione ricada sui cittadini più vulnerabili. Chi chiede il riconoscimento di un’invalidità spesso vive già in condizioni economiche difficili e non può essere costretto a sostenere ulteriori spese per accedere a un diritto. In uno Stato che si fonda sui principi di solidarietà e protezione sociale, nessun cittadino dovrebbe essere costretto a pagare per chiedere il riconoscimento di un diritto legato alla propria condizione di salute"
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