On Iacono visita il gazebo sulla sanità

Non lasceremo sola la comunità di Gela

A cura di Redazione Redazione
04 settembre 2026 17:00
On Iacono visita il gazebo sulla sanità  -
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“Oggi ho firmato convintamente la petizione per salvare l'Ospedale Vittorio Emanuele di Gela. Essere qui, al fianco dell’amministrazione comunale, delle cittadine e dei cittadini, dei comitati e delle associazioni che si stanno mobilitando, è un dovere politico e morale. La difesa del diritto alla salute e della sanità pubblica è una battaglia di civiltà che non ammette passi indietro".

Lo dichiara Giovanna Iacono, deputata del Partito Democratico, a margine della sua partecipazione al sit-in per la raccolta firme a sostegno del nosocomio gelese.

“La mobilitazione popolare nasce dall'esasperazione per una crisi strutturale che colpisce un bacino d'utenza vastissimo. Le cittadine e i cittadini di Gela e del comprensorio sono stanchi di subire lo smantellamento della loro struttura ospedaliera – denuncia Iacono –. La carenza cronica di medici e personale sanitario, le continue incertezze sul mantenimento di reparti fondamentali e un Pronto Soccorso costantemente sotto pressione, sono il risultato diretto dell'immobilismo dell'ASP e delle scelte sbagliate dei governi di destra".

La parlamentare punta il dito contro le politiche sanitarie regionali e nazionali, colpevoli di abbandonare i territori e di operare continui tagli alla sanità pubblica.

"Non possiamo accettare che le inefficienze e i buchi della programmazione delle risorse si scarichino sulla pelle dei pazienti e su un personale medico e paramedico costretto a turni massacranti pur di garantire i servizi minimi essenziali. Voltarsi dall'altra parte davanti al progressivo depotenziamento del Vittorio Emanuele significa negare il diritto di cura sancito dalla nostra Costituzione".

"Il Partito Democratico fa propria questa mobilitazione. Non lasceremo sola la comunità di Gela. Pretendiamo risposte immediate: servono assunzioni certe e un piano di rilancio reale per l'Ospedale. La sanità pubblica - conclude - deve tornare a essere un presidio di sicurezza per il territorio, non un percorso a ostacoli per chi ha bisogno di cure".

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