Parola di capitano: “La squadra non ha mai mollato”

Dario Maltese ospite di “Stadio Express”: “Nonostante le difficoltà, abbiamo sempre cercato di portare in alto i colori del Gela calcio”

31 marzo 2026 18:36
Parola di capitano: “La squadra non ha mai mollato” -
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«Non abbiamo mai alzato bandiera bianca. Forse qualcuno ha pensato che avevamo mollato, che avevamo gettato la spugna, ma non è stato così. Per noi il calcio è un lavoro, ci teniamo a ben figurare fino alla fine e cercheremo ancora di portare in alto i colori del Gela, così come abbiamo fatto in questi mesi nonostante le difficoltà».

Le parole del capitano Dario Maltese rivendicano con orgoglio il percorso fatto dalla squadra biancazzurra. Ospite ieri di “Stadio Express”, il numero 8 del Gela ha analizzato presente, passato e anche futuro, evidenziando l’importanza del successo contro il Paternò, proprio grazie ad un suo gol, e la necessità di affrontare con la testa giusta le sfide contro Nissa e Reggina, prossime due avversarie dei biancazzurri. In un’annata intrisa di momenti difficili.

Ma Dario Maltese, che a novembre ha ereditato la fascia di capitano da Manuel Sarao passato proprio ai biancoscudati, ha mai pensato di lasciare il Gela? «No, mai. Ho avuto la possibilità di andare quando è andato via Sarao, poi anche a dicembre e infine qualche settimana fa. Verso dove? Non posso dirlo. Ma non sono il tipo che abbandona così dal nulla, ho sempre creduto in qualcosa di più grande e la mia rabbia nasce da lì».

Il riferimento è a quell’inizio di stagione super, che aveva proiettato la mente collettiva verso un’ambizione forse troppo grande, almeno per il momento. «Ho sognato ad occhi aperti perché a Gela si può fare bene sotto ogni punto di vista e probabilmente mi sono un po’ cullato, immaginando delle cose diverse. Togliendo le piazze più importanti che abbiamo in Sicilia, tipo Palermo e Catania, Gela è una delle più belle per quanto riguarda il pubblico. I tifosi tante volte ci hanno aiutato, il “Presti” pieno è tanta roba».

Il riferimento, velato ma non troppo, va verso la possibilità di riprovare a sognare il prossimo anno, ripartendo proprio da quell’invidiabile entusiasmo di inizio stagione.

(Foto di Davide Gerbino)

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