Partecipato incontro sul referendum promosso dal Rotary
Promotori il club di Gela e quello di Valle del Salso
Notevole partecipazione di pubblico alla conferenza dal titolo “Referendum sulla Giustizia: capire per decidere”, promossa congiuntamente dal Rotary Club Gela e dal Rotary Club Valle del Salso, svoltasi venerdì 13 marzo presso Casa Madre a Gela.
L’incontro, dedicato all’approfondimento dei quesiti referendari in materia di giustizia, ha rappresentato un significativo momento di informazione e confronto pubblico su un tema particolarmente delicato e divisivo nel dibattito nazionale.
Ad aprire e condurre la serata è stato il prefetto del Rotary Club Gela Silvio Scichilone, che ha rivolto il saluto di benvenuto ai numerosi partecipanti e ha guidato lo svolgimento dell’incontro.
Sono quindi intervenuti con i loro saluti istituzionali i presidenti dei due Club promotori, Francesco Giudice, presidente del Rotary Club Gela, e Salvatore Pasqualetto, presidente del Rotary Club Valle del Salso.
Nel suo intervento, il presidente Giudice ha sottolineato come il Rotary, nel solco della propria tradizione di servizio alla comunità e di promozione dei valori civici, abbia ritenuto importante promuovere un momento di informazione e confronto su un tema di grande rilevanza istituzionale come la riforma della giustizia.
Ha evidenziato come, in un contesto spesso caratterizzato da posizioni contrapposte e da una comunicazione talvolta semplificata, diventi fondamentale offrire ai cittadini occasioni di approfondimento serio, basato su competenze qualificate e su un confronto rispettoso tra posizioni diverse.
Giudice ha inoltre ribadito che l’obiettivo dell’iniziativa non fosse quello di orientare il voto dei cittadini, ma piuttosto di contribuire alla formazione di una consapevolezza informata, condizione indispensabile per una partecipazione democratica piena e responsabile. In questo senso il Rotary – ha ricordato – continua a svolgere il proprio ruolo di promotore di cultura civica, favorendo momenti di dialogo pubblico improntati all’equilibrio, al pluralismo e alla qualità del dibattito.
A seguire è intervenuto il socio rotariano Avv. Davide Ancona, che ha svolto una breve ma efficace relazione introduttiva, utile a inquadrare i quesiti referendari e a fornire ai presenti gli elementi essenziali per comprendere il contesto giuridico e istituzionale delle riforme oggetto del dibattito.
Il cuore della serata è stato il confronto tra i due relatori: la Dott.ssa Magda Guarnaccia, sostituto procuratore presso la Procura di Catania e componente della giunta dell’Associazione Nazionale Magistrati, e l’Avv. Rocco Guarnaccia, presidente della Camera Penale di Gela.
Il dibattito è stato guidato dai moderatori Avv. Davide Ancona e Avv. Ignazio Raniolo, che hanno proposto ai relatori una serie di domande formulate in modo sintetico ma tecnicamente approfondito, consentendo così di affrontare in maniera chiara e rigorosa i principali nodi della riforma della giustizia.
Con passione, competenza e grande chiarezza espositiva, i due relatori hanno illustrato i diversi punti di vista, offrendo al pubblico un confronto equilibrato tra le ragioni del “sì” e quelle del “no”, arricchito anche dal riferimento alle rispettive esperienze professionali e al proprio percorso formativo.
Particolarmente ampio il ventaglio dei temi affrontati nel corso della serata: dalla questione del sorteggio nella scelta dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura al funzionamento del CSM, dalla separazione delle carriere e delle funzioni all’autonomia e indipendenza della magistratura, fino al principio di terzietà del giudice.
Sono stati inoltre approfonditi gli aspetti costituzionali della riforma, che comporterebbe la modifica di due articoli della Costituzione e di ulteriori cinque disposizioni come conseguenza delle prime, nonché il tema delle correnti all’interno della magistratura, il ruolo della politica nel sistema giudiziario e l’istituzione di una Alta Corte disciplinare.
Non sono mancati, nel corso del dibattito, riferimenti al quadro politico nazionale e al contesto attuale del sistema giudiziario, così come il richiamo a casi concreti e situazioni realmente accadute, elementi che hanno contribuito a rendere il confronto ancora più vivo e coinvolgente.
L’elevato livello degli interventi e la chiarezza delle argomentazioni hanno consentito di mantenere alta l’attenzione di un pubblico particolarmente numeroso e qualificato, che ha seguito con interesse e partecipazione tutte le fasi dell’incontro.
La serata si è conclusa con i saluti e i ringraziamenti dell’assistente del Governatore del Distretto 2110 del Rotary International, Luigi Loggia, il quale ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa, capaci di promuovere un dibattito serio, informato e rispettoso delle diverse posizioni.
A conclusione dell’evento i presidenti dei due Club hanno consegnato ai relatori un dono ricordo in segno di gratitudine per la disponibilità e per il contributo offerto alla qualità del confronto.
L’iniziativa ha rappresentato un esempio concreto del ruolo che il Rotary può svolgere nel promuovere occasioni di approfondimento e dialogo su temi di grande interesse pubblico, mantenendo una posizione di equilibrio e di equidistanza in un ambito particolarmente sensibile, con l’obiettivo di favorire una informazione consapevole e pluralista al servizio della comunità.
Il confronto tra magistratura e avvocatura, condotto con rigore tecnico ma anche con grande capacità divulgativa, ha consentito al pubblico di comprendere meglio le implicazioni dei quesiti referendari e i possibili effetti sul funzionamento del sistema giudiziario.
Proprio questa capacità di favorire un dialogo civile e costruttivo tra punti di vista differenti rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’azione rotariana sul territorio.
L’evento di Gela ha dimostrato come, anche su temi complessi e sensibili, sia possibile creare spazi di discussione seri e rispettosi, nei quali la qualità degli argomenti prevale sulle contrapposizioni ideologiche, contribuendo così a rafforzare il rapporto tra istituzioni, professioni e cittadinanza.
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