“Playout? Una parola che non voglio nemmeno sentire”

Le parole del presidente del Gela Maurizio Melfa e quelle dei protagonisti della conferenza stampa di questa mattina: c’era anche il sindaco

A cura di Redazione Redazione
14 luglio 2026 20:00
“Playout? Una parola che non voglio nemmeno sentire”  -
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Tanti interventi, tante parole, la voglia di fare chiarezza e guardare avanti con serenità e ottimismo. Dopo “l’incendio” scoppiato nella serata di ieri, con le inattese dimissioni dell’ormai ex diesse Aurelio Lo Bianco, il presidente del Gela calcio Maurizio Melfa questa mattina ha fatto riferimento più volte al valore centrale della “gelesità” nel progetto, insieme alla disponibilità all’ascolto dei tifosi per appianare ogni divergenza (un riferimento, questo, che appare riconducibile ai malumori della tifoseria per la nomina di Cammarata, come appare evidente dal “sentiment” espresso sui social).

Di seguito un sunto dei principali interventi della conferenza stampa, cui hanno preso parte anche il vicepresidente del Gela Giuseppe La Spina, il socio Franco Cassarino ed il responsabile del settore giovanile Alessio Catania.

Maurizio Melfa: «In soli otto giorni abbiamo pagato tutti i compensi sportivi e completato l’iter per l’iscrizione in anticipo. Avremo solo un punto di penalizzazione già maturato per la vertenza Zappalà. Ieri con Aurelio Lo Bianco abbiamo parlato a lungo, ha deciso di non condividere la scelta dell’allenatore con molta serenità. Abbiamo lavorato intensamente nelle ultime settimane e lui stesso ha dato un contributo ammirevole. Portiamo avanti la nostra volontà di valorizzazione dei giovani e dei gelesi. Quella di Fabio Comandatore è una scelta forte, un ragazzo di Gela che ha dimostrato di aver fatto benissimo a Niscemi. Ha entusiasmo straordinario e capacità tecniche. Ieri stesso abbiamo valutato la scelta di Marco Cammarata come direttore sportivo, ci lega un rapporto forte. Faccio a tutti un invito: se ci sono stati episodi che vanno chiariti, guardiamo avanti. Se guardiamo indietro, perdiamo tutti. Per costruire risultati migliori possibili, ascoltiamoci: parliamone, ci scusiamo e si chiarisce. Con la guerra tra poveri il Gela non andrà avanti. Sono pronto ad ascoltare chiunque, dobbiamo creare serenità e armonia. L’entusiasmo potrà portarci ovunque. Gela si compatta, ho un ottimismo incalcolabile. Abbiamo fatto un grande lavoro per salvare la Serie D e vogliamo farlo bene, la parola “playout” non voglio nemmeno sentirla, non è nel nostro stile. Vogliamo fare un buon campionato, costruendo un progetto serio che non ci veda la prossima estate a ripartire da zero».

Marco Cammarata: «La chiamata del Gela non si può mai rifiutare, da primo tifoso e da gelese non potevo che rispondere “presente”. Ieri ero in macchina per andare a parlare con una società, che però ha capito subito la situazione. Non dormirò la notte per costruire una squadra all’altezza della Serie D. Fabio Comandatore è un allenatore giovane e ambizioso con tanta voglia di crescere, noi saremo 24 ore su 24 al suo fianco. Vengo da quattro anni vissuti calcisticamente fuori, con risultati che parlano: due promozioni e una finale playoff».

Fabio Comandatore: «Vengo da una gavetta importante, sono partito dalla Prima categoria con tanta passione e studio. Sabato c’è stata una chiacchierata di quattro ore con il direttore tecnico Fausciana, che ha riportato la mia ambizione alla società per un progetto importante. Sappiamo di cosa stiamo parlando, Gela è una piazza che merita impegno, rispetto, costanza e competenza. Mi rendo conto di essere circondato da persone che hanno solo un obiettivo: fare bene e amare il Gela calcio. Ai tifosi dico che farò di tutto per non deludere le loro aspettative».

Mirko Fausciana: «Saremo impegnati con grande serietà in questo nuovo percorso. C’è tanta voglia di fare bene. Ai tifosi chiediamo di farci lavorare e di avere fiducia: dateci anche la possibilità di sbagliare. Sappiamo che c’è su di noi una grande responsabilità, ma vi assicuriamo che lavoreremo e vigileremo tutti i giorni per fare il bene del Gela».

Terenziano Di Stefano: «Confermo le parole di qualche giorno fa: questo progetto non è solo legato al calcio. È un’operazione che ha permesso di cancellare il pensiero negativo di molte persone nei confronti di Gela: qui c’è gente che rispetta gli impegni presi. Altro aspetto importante è quello sociale, vedere lo sport come traino per togliere dalla strada i ragazzi e coinvolgere i bambini. Bisogna essere come una famiglia, affrontando i problemi insieme».

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