Porto rifugio, Tardino risponde alle critiche da Cefalù
“Programmazione in corso, polemiche sterili"
Lunedi il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia occidentale Annalisa Tardino non ha preso parte alla seduta monotematica del consiglio comunale di Gela, sull’eterno problema del porto rifugio insabbiato da anni ma il tema lo ha ripreso non in una risposta ufficiale bensì in un incontro tenutosi a Cefalù, in provincia di Palermo, alla presenza tra gli altri del ministro Nello Musumeci e dell’assessore regionale Alessandro Aricò.
“Sono arrivate critiche sterili sul porto di Gela – ha detto Tardino in uno dei passaggi del suo lungo intervento sulla portualità minore e sugli asset principali dell’Autorità – a qualcuno piace dire che l’Autorità, la Regione e il governo non stanno lavorando per il porto di Gela, è solo un tentativo di intestarsi poi i risultati che arriveranno a breve, perché per il porto di Gela in pochi anni abbiamo definito una programmazione che ci sta portando a trasmettere la progettualità sul dragaggio e su un’altra opera di contenimento per l’operatività del porto, quindi rimandiamo le polemiche al mittente”, senza tuttavia indicare tempi precisi. Secondo il presidente dell’Autorità, come ha riferito nel corso del dibattito di Cefalù, il porto di Gela e quello di Licata possono diventare “hub energetici” in riferimento alle attività di estrazione di gas in mare che sono in corso lungo la costa locale, aggiungendo che “questa zona della Sicilia può diventare strategica”.
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