Revocata nomina dell'ing.Picone
I Comuni rivendicano il diritto di agire per il risarcimento dei danno subiti
Efficace da oggi, la revoca dell’ingegnere Giovanna Picone dalla guida di Impianti Srr segna una svolta netta nella gestione del ciclo dei rifiuti dell’ambito sud della provincia nissena. Il presidente della Srr4, Gianfilippo Bancheri, ha firmato la determina che formalizza la cessazione dell’incarico, dando seguito al mandato espresso dall’assemblea dei sindaci. La decisione arriva nel pieno dell’inchiesta sui presunti illeciti nella piattaforma di Timpazzo, che ha portato alle pesanti accuse rivolte al manager e ai tecnici di riferimento, alcuni dei quali sottoposti agli arresti domiciliari. Per la prima volta dalla costituzione della società in house, Picone non è più al vertice dell’ente che gestisce il sito di conferimento e il servizio rifiuti sul territorio.
La determina sottolinea che la misura cautelare degli arresti domiciliari, con il divieto di allontanamento dall’abitazione e di comunicazione con persone diverse dai conviventi, rende “materialmente e giuridicamente impossibile” l’esercizio delle funzioni di amministratore unico. Nelle stesse ore, Bancheri ha avuto contatti con il commissario nominato dal gip di Caltanissetta per la gestione giudiziaria della società, un passaggio che sancisce la piena sovrapposizione tra amministrazione e custodia, eliminando ogni margine di interferenza da parte della precedente gestione.
Il provvedimento richiama anche la gravità dei fatti contestati, compresi quelli relativi a possibili fenomeni di contaminazione ambientale, che se confermati “integrerebbero condotte di assoluta mala gestio”, in violazione dei doveri di diligenza, correttezza e fedeltà. Per i sindaci dell’ambito, il rapporto di fiducia con l’ingegnere Picone “è venuto irrimediabilmente e definitivamente meno”, escludendo qualsiasi ipotesi di prosecuzione, anche temporanea, dell’incarico.
La Srr4, Impianti Srr e i Comuni soci, con Gela in prima linea, rivendicano inoltre il diritto di agire per il risarcimento dei danni già subiti e di quelli che potrebbero emergere in futuro in relazione alle condotte contestate. La nomina del commissario giudiziale, ribadiscono Bancheri e i sindaci, garantisce una gestione pienamente allineata alle esigenze della custodia giudiziaria e mette al riparo la società da rischi operativi o da possibili ingerenze dell’entourage precedente.
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