Rientrano le dimissioni di Schifani, Mulè apre a una possibile candidatura “Se mi chiamano rispondo”

Lo "spettro" delle dimissioni di Renato Schifani, lasciate filtrare attraverso "voci" raccolte a Palazzo d'Orleans, com'era prevedibile non si è materializzato.

A cura di Italpress Italpress
08 ottobre 2026 20:30
Rientrano le dimissioni di Schifani, Mulè apre a una possibile candidatura “Se mi chiamano rispondo” -
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di Franco Nuccio

PALERMO (ITALPRESS) – Lo “spettro” delle dimissioni di Renato Schifani, lasciate filtrare attraverso “voci” raccolte a Palazzo d’Orleans, com’era prevedibile non si è materializzato. La giunta regionale, convocata per questa mattina dal presidente, ha invece lavorato di buona lena esaminando nel giro di un’ora ben 13 punti all’ordine del giorno, comprese tre nuove nomine e perfino un disegno di legge sulla “trasparenza”. Il provvedimento, illustrato dallo stesso presidente della Regione, è frutto di un lavoro avviato da tempo insieme all’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino. “Il risanamento morale delle istituzioni – ha sottolineato Schifani – è una responsabilità che la politica deve assumersi fino in fondo. I recenti fatti di cronaca giudiziaria rendono ancora più urgente rafforzare la prevenzione. Chi decide per conto dei cittadini deve rispondere delle proprie scelte e rendere conoscibili i rapporti con chi rappresenta interessi privati”.

I “fatti di cronaca” ai quali si riferisce Schifani sono le ultime inchieste giudiziarie per corruzione che hanno investito alcuni uomini chiave legati all’amministrazione regionale come l’arresto del Mobility manager della Regione Angelo Pizzuto, sostituito oggi dalla giunta con il funzionario regionale Filippo Maniscalco, ma soprattutto le indagini che hanno travolto il consulente giuridico di Schifani Gaetano Armao, costretto a dimettersi dopo essere stato fotografato mentre incassava presunte “mazzette” che avrebbe poi nascosto nell’orologio a pendolo di casa.

Proprio quest’ultima vicenda ha determinato la dura presa di posizione del commissario regionale di Forza Italia Nino Minardo che in un’intervista a Italpress aveva sollecitato un deciso cambio di passo con “una proposta politica completamente nuova” invitando Schifani a “un atto di responsabilità”. Dichiarazioni che avevano suscitato la dura reazione di Schifani, con una telefonata tempestosa al segretario nazionale Antonio Tajani nella quale il governatore avrebbe minacciato dimissioni immediate nel caso non fosse stata sostenuta una sua ricandidatura alle elezioni regionali in programma l’anno prossimo.

E mentre sembra tramontare l’ipotesi di uno Schifani bis, all’orizzonte si profila un nome più volte chiamato in causa. “Se il partito e la coalizione mi chiamano io rispondo. Sono siciliano, sono stato eletto in Sicilia ed ho sempre detto di essere disponibile” dichiara il vice presidente della Camera Giorgio Mulè ad Italpress. “Ho ripetuto negli ultimi mesi che su qualcuno me lo chiede io non mi tiro indietro, a furia di ripeterlo rischio di sembrare un disco rotto”. Mulè non vuole invece commentare in alcun modo il duro scontro tra Schifani e Minardo che martedì prossimo a Roma si ritroveranno faccia a faccia insieme al leader del partito Tajani per un incontro “chiarificatore”.

Intanto l’opposizione, che il 13 ottobre si ritroverà in piazza per chiedere le dimissioni di Schifani, continua ad attaccare frontalmente il governatore. Il segretario regionale del Pd Antony Barbagallo parla di una “farsa già vista” in merito alle sue minacciate dimissioni: “tra i punti inseriti nel tardivo disegno di legge anticorruzione – ironizza Barbagallo – manca solo il tariffario…”. E l’ex Iena Ismaele La Vardera aggiunge: “la giunta regionale, che ha al suo interno membri rinviati a giudizio per corruzione approva un disegno di legge anticorruzione, ma siamo su ‘Scherzi a parte’?”.

– Foto Schifani da ufficio stampa Regione Siciliana; foto Mulè da Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 08 ottobre 2026

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