Sanità: centrodestra partecipa ma a fianco della città

Manifestazione del 3 ottobre per il Vittorio Emanuele. Distanza dal sindaco: serve programmazione

A cura di Redazione Redazione
30 settembre 2026 23:01
Sanità:  centrodestra partecipa  ma a fianco della città  -
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I rappresentanti dell'area liberale e di centrodestra hanno annunciato la partecipazione alla manifestazione cittadina di sabato 3 ottobre a difesa della sanità locale e del futuro dell'ospedale Vittorio Emanuele, precisando che si tratterà di una presenza ad esclusiva tutela del diritto alla salute dei gelesi e che non potrà in alcun modo essere interpretata come un avallo politico all'attuale Amministrazione comunale di centrosinistra e alla sua maggioranza, verso le cui iniziative e forme di protesta viene espresso profondo dissenso ritenendole dettate soprattutto da esigenze elettoralistiche e di visibilità più che da una reale strategia di risoluzione.

Per gli esponenti della coalizione che riunisce P.L.I., Fratelli d'Italia, Forza Italia, Noi Moderati, Movimento Rinnova, Avanti Gela e Nuova Dc, le azioni messe in campo finora dalla sinistra e dai pentastellati non avrebbero prodotto risposte strutturali adeguate alle esigenze del territorio, limitandosi a cavalcare la legittima preoccupazione della cittadinanza e ad alimentare uno scontro frontale con la Regione Siciliana e con il management dell'Asp di Caltanissetta senza una visione di prospettiva, mentre la sanità non si governa con lo scontro ideologico o con il populismo e con la teatralità dei selfie, ma attraverso l'efficienza gestionale e una rigorosa programmazione basata sui bisogni reali del comprensorio. Rivendicando di aver scelto la via della responsabilità, quella del dialogo pragmatico e delle pressanti interlocuzioni istituzionali con i referenti al Governo regionale e con i vertici della sanità, l'area di centrodestra sostiene che questo approccio concreto e lontano dai riflettori stia già producendo risultati tangibili e consentendo di sbloccare risposte attese per il nosocomio, a partire dal percorso per il nuovo ospedale di Ponte Olivo per il quale la Regione ha confermato 16 milioni per la progettazione e 250 per la realizzazione, per proseguire con gli interventi al Vittorio Emanuele che vanno dalla nuova Rianimazione ai fondi per Oncologia, Urologia e Medicina interna fino al potenziamento dell'emergenza-urgenza e dell'OBI e all'impegno per l'UTIN, oltre a 1,1 milioni per gli ascensori, 350 mila per tetti e infiltrazioni e 700 mila per la Terapia Intensiva Neonatale e a un'azione sul personale tra concorsi, graduatorie e assunzioni per garantire continuità assistenziale, pur nella consapevolezza che non tutti i problemi siano risolti ma che oggi vengano affrontati con strumenti concreti. Resta molto da fare ma se l'Amministrazione continuerà a sfuggire al confronto e ad inasprire i toni solo per nascondere inefficienze e limiti nella conoscenza delle dinamiche sanitarie non si andrà da nessuna parte, perché il ruolo del Sindaco dovrebbe essere interloquire nei tavoli istituzionali per far valere i bisogni del territorio nella pianificazione, mediando con gli altri sindaci per la migliore soluzione per il diritto alla salute e garantendo l'implementazione dei servizi di emergenza, cosa impossibile se si protesta senza aver inciso sulla programmazione delegata ad altri.

Da opposizione il compito è difendere una struttura capace di erogare i servizi programmati senza addossarsi responsabilità altrui, continuando ad esserci per Gela e chiedendo punti imprescindibili come reti tempo-dipendenti per infarti, chirurgia d'urgenza h24 con organici coperti, potenziamento materno-infantile per fermare i viaggi della speranza e rilancio di Neurologia e Psichiatria per evitare trasferimenti, perché sabato saranno in piazza per raccogliere il grido della comunità, consapevoli che la tutela della vita è valore che unisce e primo dovere istituzionale, ma il giorno dopo torneranno a lavorare sui tavoli di Palermo dove si decide il futuro sanitario di Gela e dove serve continuità di impegno.

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