Sanità: l'analisi e la proposta dell'ex sindaco Lucio Greco
"La protesta deve produrre risultati.Gela non ha bisogno di una nuova guerra politica"
Quando si parla di sanità e del futuro del Vittorio Emanuele, i colori politici devono essere messi da parte. È una convinzione che ho sempre sostenuto da sindaco e che continuo a portare avanti oggi nel direttivo provinciale di Forza Italia: lo dice l'ex sindaco Lucio Greco che scende in campo con una su proposta sulla battaglia in arro per una sanità migliore.
"La situazione dell’ospedale è seria e la mobilitazione ha il merito di tenere alta l’attenzione. Ma ora è necessario - dice- trasformarla in un confronto istituzionale capace di produrre risultati.La domanda posta in questi giorni è centrale: perché un medico dovrebbe scegliere Gela? Non basta chiedere all’ASP di mandare professionisti. Occorre creare le condizioni perché vengano e restino: organizzazione e condizioni di lavoro adeguate, strutture e tecnologie, prospettive professionali, rapporto con l’Università, servizi per i professionisti e le loro famiglie e incentivi concretamente utilizzabili.È la riflessione da cui parte Pizzardi e che ritengo utile: individuare il problema non basta, bisogna costruire il metodo per affrontarlo.Per questo propongo un tavolo istituzionale permanente sul Vittorio Emanuele, senza bandiere di partito, con Comune, ASP, Regione, parlamentari nazionali e regionali, medici, sindacati e Università. Un tavolo che produca un documento pubblico con criticità, soluzioni, risorse, responsabilità e tempi certi"
"Ai cittadini non interessa chi vinca il confronto politico. Vogliono sapere quando arriveranno i medici al Pronto soccorso, quando saranno completati gli organici, come verranno affrontate le criticità di Neurologia, quando saranno rinnovate le apparecchiature dell’UTIN e quale sarà il futuro dell’Emodinamica.C’è poi una specificità che non può essere ignorata: Gela è ancora oggi un’area ad alto rischio di crisi ambientale ed è inserita nel SIN per le bonifiche. La nostra storia industriale e le conseguenze ambientali e sociali che ancora affrontiamo devono essere considerate nella programmazione sanitaria. Non per chiedere privilegi, ma per ottenere una sanità adeguata alle caratteristiche del territorio, capace di curare, prevenire, monitorare e garantire diagnosi precoce.Pizzardi individua un problema. A noi spetta contribuire a costruire il metodo per affrontarlo.
Meno appartenenze, più responsabilità. Meno comunicati, più atti. Gela non ha bisogno di una nuova guerra politica: ha bisogno di una strategia condivisa, risorse, tempi certi e istituzioni che facciano fino in fondo la propria parte"- conclude Lucio Greco
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