"Sempre pronti a lottare per questa maglia"
Emanuele Caiola analizza il momento vissuto nel Gela basket e va oltre: "Situazioni che accadono nelle migliori famiglie, ora i playoff”
Parole precise, pensate, scelte con cura. Emanuele Caiola, capitano del Gela basket, fa chiarezza dopo settimane di silenzi e tensioni, che adesso appaiono superate. Da lui arrivano messaggi d'amore alla maglia, alla società, ai colori biancazzurri.
Una decisa virata verso la serenità in un gruppo che, con lui ed il fratello Gaspare reintegrati a pieno titolo, può dare l'assalto alla promozione con maggiore forza, con maggiore convinzione.
Gruppo che inevitabilmente è stato felice di "riabbracciare" due atleti importanti. Da giocatore d'esperienza qual è, non manca nella sua analisi un'assunzione di responsabilità. «Alcune dichiarazioni possono far male. Sono state inopportune senza dubbio, ma - sottolinea Emanuele Caiola - l'attaccamento alla maglia non è mai mancato. Situazioni cosi accadono anche nelle migliori famiglie, il mio intento non è mai stato quello di ledere l'immagine della società, del gruppo squadra, dello staff».
Il giocatore classe '93 entra nel merito di quanto accaduto, evidenziando che «non si voleva portare disagio, ma mi prendo la mia responsabilità. Abbiamo accettato le due giornate di stop, anche se poi è chiaro che ognuno di noi vorrebbe sempre scendere in campo. La città deve sapere che noi siamo sempre pronti a lottare per questa maglia. In tutta questa storia ci sono stati tanti fraintendimenti, gente che ci ha "marciato" sopra. È successo tutto ma non è successo niente».
La voglia è quella di scendere in campo insieme ai propri compagni, nel match di domenica alle 19 in casa contro la Svincolati academy Milazzo in gara uno dei quarti. «Adesso c'è da riempire un palazzetto, i playoff saranno il momento decisivo del campionato e noi aspettiamo il nostro pubblico. Un ringraziamento speciale - conclude il capitano dei biancazzurri - va anche ai dirigenti che in questa fase delicata ci sono stati vicino».
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