Sfregio alla scuola, ferita a Gela

Capuana in fiamme, la vergogna di chi ha accesso il fuoco

12 settembre 2026 23:38
Sfregio alla scuola, ferita a Gela -
Condividi

L'incendio alla scuola Capuana non lascia indietro solo muri anneriti e intonaco a pezzi. Riapre una ferita profonda nel cuore di Gela, colpendo proprio il luogo che più di ogni altro dovrebbe garantire protezione, crescita e speranza. Non è una semplice ragazzata, non è un banale fatto di cronaca. È il segnale di un degrado morale che fa paura. Colpire una scuola significa accanirsi su chi è più vulnerabile: dentro quelle aule ci sono i sogni dei ragazzi, l'impegno degli insegnanti e i sacrifici delle famiglie. Chi ha appiccato quel fuoco ha dimostrato di non avere empatia, di aver dimenticato cosa significhi vivere in una comunità.

Lo sgomento di queste ore, però, deve trasformarsi in una reazione forte. La città non può e non deve arrendersi. Oggi più che mai! Riaprire l'Istituto Capuana prima possibile è l'unico modo per dimostrare che il futuro di Gela non si fa spegnere da un accendino.

Chi ha agito ha compiuto un gesto vigliacco contro la sua stessa terra, contro i propri figli e contro l'idea stessa di civiltà. Non ci sono scuse o giustificazioni che tengano: accanirsi su una scuola significa aver toccato il fondo. La scuola è il luogo dove si imparano il rispetto e la libertà, valori che fanno paura soltanto a chi sceglie di vivere nell'ombra.

La vergogna di questo atto resta a chi l'ha commesso. La Capuana tornerà a riempirsi di vita, mentre chi ha appiccato quel fuoco resterà solo, isolato e sconfitto da una città intera che non merita questo accanimento criminoso. La voglia di riscatto non si brucia. Sui muri della scuola, la fuliggine sarà lavata e rimossa. La vergogna di chi ha agito, no!

Segui Il Gazzettino di Gela