Spazio civico: " I territori ribaltano gli equilibri"

I partiti ascoltino i civici. Il consenso non nasce dall'alto

A cura di Redazione Redazione
11 giugno 2026 09:00
Spazio civico: " I territori ribaltano gli equilibri" -
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Dalle urne del 24 e 25 maggio arriva un messaggio chiaro: in Sicilia la differenza la fanno sempre più le esperienze civiche, la credibilità dei candidati e la capacità di rispondere ai bisogni reali delle comunità. A dirlo è Spazio Civico, che legge nei risultati delle ultime amministrative un monito che i partiti non possono ignorare.

Secondo il movimento, in una nota diffusa da Giovanni Scicolone, i dati di questa tornata elettorale dimostrano che il consenso “non può essere costruito esclusivamente attraverso accordi tra partiti, candidature decise dall’alto o sommatorie di sigle”. A vincere, in numerose realtà, sono state coalizioni costruite dal basso, con un ruolo determinante di movimenti civici, amministratori locali e associazioni.

L’esempio più evidente è Messina, dove Federico Basile è stato rieletto al primo turno con oltre il 58%. Ma anche Marsala, Agrigento e Bronte vengono citate da Spazio Civico come prove che “candidature riconoscibili, radicate e capaci di parlare direttamente alle comunità possono battere apparati politici considerati fino a ieri difficilmente superabili”.

Per Spazio Civico non si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno politico che attraversa tutta l’Isola. “I movimenti civici non sono semplici contenitori elettorali da utilizzare durante le campagne amministrative, né forze da chiamare soltanto per completare le liste”, si legge nel comunicato. “Rappresentano comunità, competenze, esperienze amministrative e una domanda di partecipazione che i partiti tradizionali, troppo spesso, non riescono più a intercettare”.

Il civismo autentico, sottolinea il movimento, “non è antipolitica. Al contrario, è politica che nasce dal basso, dall’ascolto dei territori, dalla conoscenza dei problemi quotidiani e dalla volontà di amministrare con concretezza”.

Da questa lettura del voto nasce l’appello finale: i partiti devono “comprendere che non è più sufficiente chiedere ai civici di aderire a coalizioni già costruite o di sostenere decisioni prese altrove”. Occorre invece riconoscere pari dignità politica ai movimenti territoriali e coinvolgerli nella definizione dei programmi e nella selezione delle candidature.

“Le amministrative del 2026 dimostrano che, quando i territori sono protagonisti, gli equilibri dati per scontati possono essere ribaltati”, conclude Spazio Civico. “Da questo voto arriva un’indicazione precisa: senza i civici non si costruiscono né coalizioni competitive né un’alternativa credibile per il futuro della Sicilia”.

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