"Sul Vittorio Emanuele basta passerelle e propaganda"
Lupo (MPA): "Gela non ha bisogno di salvatori dell'ultima ora, ma di una politica seria e capace di ottenere risultati"
La vicenda dell'ospedale Vittorio Emanuele e il sit-in di questi giorni impongono una riflessione seria, oltre le fotografie, le dichiarazioni di circostanza e la corsa di qualcuno a intestarsi battaglie che appartengono all'intera città. I cittadini non hanno bisogno di protagonismi: hanno bisogno di medici, reparti efficienti, attrezzature moderne e servizi all'altezza".
È dura la presa di posizione della consigliera comunale Lucia Lupo, esponente del Movimento per le Autonomie - Grande Sicilia, che interviene sulla mobilitazione per il Vittorio Emanuele.
Per Lupo bisogna avere memoria politica prima di distribuire responsabilità. "La grande riforma della sanità siciliana avviata durante la presidenza di Raffaele Lombardo intervenne su un sistema che necessitava di una profonda riorganizzazione. Fu una scelta difficile che aveva una prospettiva precisa: mettere ordine nei conti e creare le condizioni per rafforzare il sistema. Il vero problema è ciò che non è stato fatto adeguatamente dopo. Alla riorganizzazione doveva seguire una stagione di investimenti, nuove assunzioni, manutenzione, innovazione tecnologica. Quella stagione, purtroppo, non è arrivata nella misura che territori come Gela meritavano".
Poi l'affondo sulla gestione politica del sit-in. "Rispetto chi manifesta e considero legittima la mobilitazione, ma dobbiamo evitare che diventi una gara tra partiti per stabilire chi è più presente o chi fa più foto. L'ospedale non appartiene a una maggioranza o a un singolo partito, appartiene ai gelesi. L'MPA non ha bisogno di inseguire passerelle, preferiamo utilizzare i rapporti istituzionali per ottenere risultati". In questa direzione Lupo annuncia di aver lavorato affinché, tramite il presidente Raffaele Lombardo, si arrivi a un confronto diretto con il direttore generale dell'Asp di Caltanissetta, Salvatore Ficarra, per portare sul tavolo questioni precise come personale, reparti, investimenti e programmazione.
Positivi gli impegni annunciati oggi dall'assessore regionale alla Salute, ma per la consigliera non bastano. "Un impegno annunciato non è ancora un risultato ottenuto. Bisogna trasformare le dichiarazioni in atti, le promesse in provvedimenti e i tavoli in personale realmente presente nei reparti. Su questo non faremo sconti a nessuno. Se sono stati assunti impegni per Gela, dovranno essere rispettati e verificabili, non tra anni ma con un cronoprogramma serio".
Lupo chiarisce anche la sua assenza fisica dal presidio in alcuni giorni: "È dovuta esclusivamente a impegni familiari programmati da tempo. Non ritengo che l'impegno politico si misuri contando le ore davanti a una telecamera o il numero di foto sui social. Non accetto lezioni di appartenenza verso Gela da nessuno".
Nel suo intervento rivendica il lavoro dell'assessore regionale Elisa Ingala, espressione dell'MPA, "che mantiene un'interlocuzione costante con noi" e quello dell'assessore comunale Valeria Caci, al lavoro ogni giorno nei Servizi sociali su famiglie, anziani e fragilità. "Il suo lavoro spesso non finisce sotto i riflettori, ma produce risposte. Questa è la differenza tra apparire e amministrare".
Infine l'annuncio politico: dopo la riunione del nuovo coordinamento provinciale dell'MPA di Caltanissetta, uno degli obiettivi prioritari sarà la costituzione a Gela di un coordinamento cittadino forte e rappresentativo. "L'MPA di Gela non può essere proprietà di qualcuno, deve essere la casa politica di una comunità".
"Gela non ha bisogno di salvatori dell'ultima ora, ma di una politica seria e capace di ottenere risultati - conclude Lupo - Non ci interessa chi urla più forte, ma quando arriveranno i medici, quali reparti saranno rafforzati e quando saranno rinnovate le apparecchiature. Meno passerelle, più personale, più investimenti e più rispetto per Gela".
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