Teatro Bartolotta e debiti del Comune di Mazzarino

"La verità dal 2008 al 2023 che MazzarinoLab non racconta"

A cura di Redazione Redazione
12 gennaio 2026 16:42
Teatro Bartolotta e debiti del Comune di Mazzarino  -
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I consiglieri Mantione, Petralia e Corinto intervengono sui casi del Teatro Bartolotta e debiti del Comune per svelate "la verità dal 2008 al 2023 che MazzarinoLab non racconta".

Il comunicato diffuso da MazzarinoLab sul Teatro Bartolotta e sui debiti del Comune di Mazzarino - dicono i 3 consiglieri- propone una ricostruzione parziale e tutta politica, che parla genericamente di una “classe dirigente che dal 2008 non paga i debiti” senza dire che in quella stagione rientrano a pieno titolo anche referenti politici, familiari e tecnici oggi vicini al consigliere comunale Damiano Arena.

MazzarinoLab insiste sulla formula “dal 2008” e su “oltre quindici anni” di mancata assunzione di responsabilità, ma tace un dato decisivo: tra il 2004 e il 2009 il padre di Damiano Arena era consigliere comunale di maggioranza nell’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Virnuccio, quindi parte integrante di quella stessa classe dirigente oggi additata come se fosse “altro da sé”. Allo stesso modo, si omette che il periodo evocato arriva fino al 2023 e riguarda tutte le amministrazioni succedutesi in quel quindicennio, mentre l’attuale amministrazione comunale si è insediata solo il 12 giugno 2024 ed è totalmente estranea alla formazione di quei debiti e alle relative scelte.

Nella fase in cui si sarebbero accumulati i debiti, il consulente finanziario di riferimento di Damiano Arena, Vincenzo Zafarana, ricopriva il ruolo di capo settore delle finanze del Comune di Mazzarino, cioè il vertice tecnico oggi accusato in blocco di non avere “mai affrontato seriamente il problema dei debiti”. A Zafarana è poi subentrata la dott.ssa Rosetta Ragusa, madre di Mariangela Virnuccio, oggi dirigente e volto pubblico di MazzarinoLab: la filiera tecnica della finanza comunale è quindi strettamente intrecciata con il gruppo che oggi inscena il processo alla “classe dirigente”.

Parlare in modo generico di “anni di cattiva amministrazione, omissioni e irresponsabilità politica” senza chiarire che i propri consulenti e i propri familiari hanno guidato, in tempi diversi, il settore finanziario del Comune, significa costruire una verità monca, utile alla propaganda ma non alla chiarezza verso i cittadini. Non è un dettaglio nemmeno il fatto che nessuno abbia il coraggio di scrivere esplicitamente “dal 2008 al 2023”: farlo imporrebbe di riconoscere che quella stagione comprende anche il periodo in cui il padre di Arena sedeva in Consiglio di maggioranza e gli apparati tecnici a lui vicini gestivano la finanza comunale.

È legittimo chiedere chiarimenti sulle due cartelle esattoriali per 2.360.262,15 euro e sull’ipoteca sul Teatro Bartolotta, ma ciò va fatto con rigore, ricostruendo cronologicamente giunte, dirigenti finanziari, scelte o omissioni su contributi previdenziali, OSL, eventuali piani di rientro o concordati. Non è onesto trasformare quindici anni di amministrazioni in un “mostro indistinto” senza ricordare che, in quegli stessi anni, il padre di Damiano Arena era in Consiglio di maggioranza, Zafarana dirigeva il settore finanze, Ragusa ne raccoglieva il testimone e la figlia di quest’ultima oggi guida il soggetto politico che punta il dito, mentre l’amministrazione insediata nel 2024 viene usata come bersaglio finale pur non avendo concorso alla formazione di quei debiti.

Se davvero si vogliono “verità, atti concreti e responsabilità”, come chiede MazzarinoLab, il primo atto di verità è riconoscere che chi oggi accusa è parte integrante della storia che contesta. L’attuale amministrazione rivendica il diritto–dovere di essere giudicata per i propri atti, e non caricata delle colpe accumulate in quindici anni di gestione precedente.

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