Terremoto in casa di Forza Italia nissena
Chiesti gli arresti domiciliari per l'on.Mancuso per corruzione
Nel giorno dell'arrivo di Tajani in Sicilia un terremoto si scatena su Forza Italia nissena. Il deputato regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia Michele Mancuso è indagato per corruzione dalla procura di Caltanissetta che ha richiesto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del deputato, e degli altri indagati Lorenzo Tricoli, Ernesto Trapanese e Manuela Trapanese e Carlo Rizioli. Solo per Eugenio Bonaffini non sono stati chiesti i domiciliari.
Stamattima personale della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Caltanissetta e dello S.C.O. di Roma ha notificato l’invito a comparire per rendere interrogatorio emesso dal Gip di Caltanissetta nei confronti del deputato dell’Ars Michele Mancuso, di Lorenzo Tricoli e dei rappresentanti legali e componenti dell’Associazione A.S.D. Genteemergente Ernesto Trapanese, Manuela Trapanese e Carlo Rizioli. Nell’atto sono stati contestati a Michele Mancuso la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio; a Lorenzo Tricoli, Ernesto Trapanese, Manuela Trapanese, Carlo Rizzoli, quello di cui all’art. 321 c.p., in qualità di presunti corruttori; a questi ultimi e a Eugenio Bonaffini il reato di cui all’art. 640 bis c.p., truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (quindi a quest’ultimo non è stata contestata l’ipotesi corruttiva).
L’addebito provvisorio, sul quale si ribadisce dovrà decidere a breve il Gip l’eventuale applicazione di misura cautelare, riguarda un’ipotesi di ricezione di denaro da parte di Mancuso dell’importo complessivo di 12.000,00 euro consegnato in tre occasioni diverse sino al 5 maggio scorso, per favorire l’associazione Genteemergente quale destinataria di fondi pubblici pari a 98.000,00 euro per la realizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta, stanziati con Legge regionale 12 agosto 2024, n. 25, art. 44. Agli altri indagati è contestata anche un’ipotesi di truffa aggravata per avere dedotto, mediante fatture di costi fittizi, 49.000,00 euro circa in danno della Regione Siciliana. Contestualmente alle notifiche degli atti, la Procura della Repubblica di Caltanissetta ha delegato personale della Polizia di Stato per dare esecuzione al provvedimento del Gip con cui è stato disposto il sequestro preventivo delle somme che sarebbero state illecitamente ed indebitamente percepite da alcuni indagati, per un ammontare complessivo di 69.496,00 euro. La Procura ha, inoltre, delegato alcune perquisizioni fra le quali quella presso l’ufficio del deputato con esclusione delle strutture del partito di appartenenza. Nel procedimento non sono indagati altri appartenenti all’Ars. L'attività è coordinata dal procuratore capo Salvatore De Luca.
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