Ugl:"l'iter del porto non può durare all'infinito"
Il sindacato chiede un tavolo tecnico
Il porto rifugio di Gela, ormai da anni, è inaccessibile, a causa dell'insabbiamento dei fondali. La capitaneria, in settimana, ha autorizzato nuove attività di campionamento finalizzate ad aggiornare il piano di caratterizzazione delle sabbie.
“Sono attività che vanno effettuate, perché previste nella disciplina che regola le aree Sin – dice il segretario Ugl Caltanissetta Andrea Alario – però, è un passaggio che va concluso prima possibile e non deve rimanere fine a sé stesso come, purtroppo, già accaduto in passato. Si deve avanzare nella procedura e pervenire alla gara per i lavori di dragaggio e per quelli del braccio di ponente”.
Alario ribadisce l'importanza di questa infrastruttura. “Il porto rifugio di Gela può diventare un fronte di collegamento con le tratte che passano dal Mediterraneo, anche verso il nord Africa e non solo – sottolinea – come Ugl, diverse volte, pubblicamente, abbiamo denunciato il fermo totale di questa infrastruttura. Prima la Regione e ora, con il passaggio di gestione, l'Autorità portuale della Sicilia occidentale, hanno attivato iter che non possono durare all'infinito. Il 2026 deve essere l'anno almeno dell'affidamento dei lavori e di attività che sono propedeutiche”. Il sindacalista sottolinea inoltre che “fino a oggi l'assenza di un porto praticabile ha cancellato una fetta importante di economia e fatto venire meno la marineria gelese”. “Se Gela vuole un'economia turistica ma anche commerciale, senza dimenticare l'apporto dell'industria, non può permettersi di andare avanti senza un asset essenziale come il porto – conclude – l'appello è rivolto a tutte le istituzioni. Come Ugl siamo pronti a partecipare al tavolo tecnico che è stato attivato in Comune e a farci carico di ogni tipo di interlocuzione.
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