"Una Buona Idea" replica a Forza Italia sulla sanità
Dopo 45 giorni di presidio nessun cambiamento concreto
Sanità: dopo 45 giorni di presidio "nessun cambiamento concreto". Il movimento "Una Buona «Dopo quarantacinque giorni di presidio, tanti annunci e numerose promesse, una cosa è evidente: negli ospedali del nostro territorio non si è ancora visto alcun cambiamento concreto». È dura la replica del movimento "Una Buona Idea" alle dichiarazioni dell'onorevole Rosetta Cirrone Cipolla e alla richiesta di Forza Italia di interrompere il presidio davanti all'ospedale Vittorio Emanuele.
Secondo il movimento, la situazione resta critica: «I nuovi medici non sono arrivati, gli organici continuano a essere insufficienti e il Pronto soccorso di Gela, soprattutto nelle ore notturne, rimane in una situazione di grave difficoltà. I finanziamenti e i progetti annunciati saranno importanti quando diventeranno servizi realmente disponibili. Oggi, però, restano impegni ancora da realizzare».
Per "Una Buona Idea" proprio la mobilitazione è stata determinante per riaprire il confronto: «Troviamo incomprensibile la richiesta di interrompere il presidio. Proprio quella mobilitazione ha costretto Regione e ASP ad ascoltare il territorio e a riportare la sanità gelese al centro del confronto istituzionale. Sospenderla adesso significherebbe accontentarsi nuovamente delle parole».
Il movimento sottolinea che la denuncia del sindaco Terenziano Di Stefano non è isolata. «Anche il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti ha sostenuto la protesta e ha rappresentato le difficoltà sanitarie della propria comunità. Dalla Conferenza provinciale di Caltanissetta è emerso un malcontento che coinvolge l'intero territorio: carenza di personale, servizi insufficienti, guardie mediche in difficoltà e liste d'attesa troppo lunghe».
Citato anche l'intervento del sindaco di Caltanissetta e presidente del Libero Consorzio, Walter Tesauro, che ha sottolineato come gli impegni assunti debbano trasformarsi in fatti e risultati verificabili.
«È quindi evidente – conclude il movimento – che non siamo davanti a una battaglia personale o elettorale del sindaco di Gela, ma a una richiesta condivisa da più amministratori e da migliaia di cittadini».
La richiesta finale è diretta: «Prima di chiedere la fine del presidio, qualcuno dovrebbe spiegare quanti nuovi medici abbiano effettivamente preso servizio, quali reparti siano stati realmente potenziati e quali emergenze siano state definitivamente superate».
E ancora: «Fino a quando queste risposte non arriveranno, il presidio deve continuare. Non contro qualcuno, ma a difesa del diritto alla salute di Gela, Niscemi e di tutto il territorio. Speriamo nel buon proposito di tutte le parti politiche perché le promesse non curano i pazienti. Servono medici, servizi e risultati concreti».
27.2°