Vescovo Giurdanella “Respingimento è una parola antievangelica e disumana”

MAZARA DEL VALLO (TRAPANI) (ITALPRESS) – “Ritrovarsi attorno a San Vito significa mettersi in cammino, e ora siamo chiamati a una sosta per meglio comprendere come i cammini della storia della nostra città, possono diventare, nell’età della forza che cont

A cura di Italpress Italpress
22 agosto 2026 14:22
Vescovo Giurdanella “Respingimento è una parola antievangelica e disumana” -
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MAZARA DEL VALLO (TRAPANI) (ITALPRESS) – Ritrovarsi attorno a San Vito significa mettersi in cammino, e ora siamo chiamati a una sosta per meglio comprendere come i cammini della storia della nostra città, possono diventare, nell’età della forza che contrasta l’argine del diritto e la dignità dell’uomo, cammini di una pace vera”. È uno dei passaggi della riflessione del Vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, sulla figura di San Vito, patrono della città, per la quale questa settimana si sta celebrando il Festino.

“Sono tanti i cammini che hanno intessuto nei secoli il vivere di questa città – scrive il Vescovo nel Messaggio per il Festino – penso ai cammini nel mare dei nostri pescatori che per secoli hanno assicurato il pane ai figli e trasmesso la legge che chiede di soccorrere ogni donna e uomo in pericolo, in modo assoluto”. E il Vescovo aggiunge: “Ci rende disumani quando qualcuno dimentica e vuol fare dimenticare che in ogni migrante in pericolo ci sono anzitutto una vita da salvare, una dignità che mai va strumentalizzata, un’accoglienza e un’integrazione da accompagnare, mentre è parola antievangelica e disumana il “respingimento” di chi fugge da fame e da violenze, come ha sottolineato il Papa”.

Ma il Vescovo riprende il cammino dei viticoltori “che ora chiedono attenzione perché la pace ha bisogno anche di giustizia sociale, di leggi che aiutano, di spirito cooperativo con cui sviluppare una cultura dei diritti e della solidarietà”. “I cammini che hanno unito operai, ingegneri, artisti, professionisti nei vari rami, commercianti, educatori, mamme e papà di famiglia, donne e uomini delle istituzioni, credenti in Cristo, sorelle e fratelli musulmani che hanno reso viva e bella la nostra città, ricca di memorie del passato e di speranze per il futuro”, aggiunge il Vescovo.

San Vito “è un esempio, una luce, che aiuta a capire come ogni cammino può diventare cammino di pace. Lo dico con tre verbi: vedere, giudicare, agire”. Sulla scorta dell’esempio di San Vito “abbiamo bisogno di vedere bene, di non lasciarci abbagliare da ciò che luccica ma non dona luce e calore al cuore”, scrive il Vescovo.

E rivolgendosi ai giovani monsignor Giurdanella aggiunge: “imitate San Vito aprendovi a visioni grandi, coltivando stupore e sogni, vedendo chi ha bisogno di voi e vi permette di realizzarvi nell’amore, e così, vi assicuro, avrete più forza nella vita e sarete più veri”. Poi il verbo giudicare, che significa anche discernere: “nell’età dei social, che catturano e inaridiscono l’attenzione e la sensibilità, e dell’intelligenza artificiale che può aiutare ma anche generare automatismi supponenti, dobbiamo continuare a pensare”.

Agire, infine, come “fare del cuore: un fare che parta da convinzioni profonde, che si sviluppi con perseveranza, che mai perda la necessità di dare senso a quello che si fa e di farlo insieme”.

-Foto ufficio stampa Diocesi di Mazara del Vallo-
(ITALPRESS).

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Verificato il: 22 agosto 2026

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