A Riesi “Il filo che ci unisce”
“Quando i bambini lasciano un segno nella comunità”: laboratorio inclusivo per dare valore alla creatività e all’unicità dei più piccoli
Non un semplice laboratorio creativo, ma un’esperienza pensata per dare valore all’unicità di ogni bambino e di ogni bambina e trasformarla in qualcosa di condiviso. Nasce da questa idea “Il Filo che Ci Unisce”, il primo Atelier di Crescita promosso da Maria Scibetta, dottoressa in Psicologia.
Attraverso fili, colori e materiali creativi, i partecipanti hanno realizzato delle opere personali che raccontano qualcosa di sé: emozioni, pensieri, storie e modi diversi di guardare il mondo. Ogni creazione è unica. Ma nessuna resterà sola. Tutti i lavori vengono infatti uniti in un’unica installazione collettiva che sarà donata alla comunità e collocata in una via del territorio, diventando un simbolo di partecipazione, appartenenza e collaborazione.
«L’obiettivo dell’atelier non è soltanto creare - spiega la dott. Scibetta -. È offrire ai bambini uno spazio in cui incontrarsi, esprimersi, sentirsi accolti e scoprire il valore delle relazioni. Perché crescere significa imparare tante cose nuove, ma significa anche conoscere se stessi, riconoscere le proprie emozioni e comprendere che ciascuno ha qualcosa di prezioso da offrire agli altri. Perché dietro questo progetto c’è un messaggio semplice ma importante: ognuno di noi è unico, ma è nell’incontro con gli altri che nasce qualcosa di speciale. Mi piace pensare che i bambini possano guardare quella via e riconoscere un piccolo pezzo di sé. Sentire di appartenere a quel luogo. Sapere di aver lasciato un segno. Per questo ho scelto di rendere questa esperienza accessibile a tutti, preparando anche materiali e supporti in Comunicazione Aumentativa Alternativa. Perché ogni bambino merita di comprendere, partecipare ed esprimersi secondo le proprie modalità».
L’iniziativa ha registrato grande interesse da parte delle famiglie e i posti disponibili sono stati volutamente limitati per garantire attenzione, ascolto e cura ad ogni partecipante. «Un ringraziamento speciale va all’amministrazione comunale di Riesi per la disponibilità e la sensibilità dimostrate verso un progetto che mette al centro bambini, giovani e comunità, rendendo possibile la realizzazione dell’installazione finale. Un grazie sincero anche alle famiglie che hanno scelto di affidarsi a questo percorso e alle professioniste che accompagneranno l’esperienza: la dott. Ilenia Federico, psicologa, e Katia Aldisi, Asacom», ha aggiunto la promotrice dell’iniziativa.
“Il Filo che Ci Unisce” è soltanto il primo appuntamento di Spazi di Crescita, un progetto che accompagnerà l’estate con diversi atelier esperienziali dedicati alle emozioni, alla creatività, alla scoperta del territorio, alla narrazione e alle relazioni. Perché i bambini non sono soltanto il futuro. Sono parte del presente. E meritano di lasciare il loro segno nel mondo che abitano ogni giorno.
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