All’Università di Palermo un confronto sulla formazione e sulla dispersione scolastica

PALERMO (ITALPRESS) – Rafforzare le connessioni tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro e insistere sul contrasto alla dispersione scolastica: questi i temi centrali del convegno Didattica orientativa e ricerca educativa, organizzato da Assofor nel d

A cura di Italpress Italpress
24 marzo 2026 14:53
All’Università di Palermo un confronto sulla formazione e sulla dispersione scolastica -
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PALERMO (ITALPRESS) – Rafforzare le connessioni tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro e insistere sul contrasto alla dispersione scolastica: questi i temi centrali del convegno Didattica orientativa e ricerca educativa, organizzato da Assofor nel dipartimento di Scienze pedagogiche e psicologiche dell’Università di Palermo (edificio 15) e patrocinato da tre assessorati regionali (Istruzione, Lavoro e Politiche sociali).

L’evento è stato un’occasione per tracciare da un lato le prospettive della formazione professionale in Sicilia, dall’altro una fotografia chiara sugli aspetti da risolvere in ambito scolastico e sui possibili strumenti da mettere in campo. Presenti tra gli altri il vicepresidente della Regione Luca Sammartino, l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano e il presidente di Assofor Antonio Oliveri.

Secondo i dati, la Sicilia si ritrova a fare i conti con uno squilibrio importante tra domanda e offerta di competenze: a fronte di circa 79 mila giovani formati ogni anno la domanda potenziale supera le 117 mila unità, con una copertura del 67,6%. Questo disallineamento si traduce in fenomeni di overbooking in alcuni settori a bassa richiesta (servizi alla persona, acconciatura ed estetica, amministrazione e segreteria, ristorazione generica) e in carenze significative nei settori tecnico-industriali e produttivi (meccanico, elettrico, industriale), dove le imprese faticano a reperire profili qualificati.

Per quanto riguarda invece la dispersione scolastica, la Sicilia si conferma tra le regioni italiane con i livelli più alti: il tasso di abbandono precoce raggiunge infatti il 19,4%, il valore più elevato a livello nazionale, a fronte dell’11% nel nord e del 16,3% nelle altre regioni del Mezzogiorno.

Tra le strategie adottate dalla Regione per fronteggiare il problema occupazionale, spiega Sammartino, “il Fondo sociale europeo oggi ci dà la grande opportunità di portare dentro le aule l’evoluzione del mercato del lavoro: la formazione professionale è orientata all’inserimento in tale mercato, soprattutto nelle nuove figure che oggi vengono richieste. Siamo alle porte dell’intelligenza artificiale: il mercato del lavoro cambia quotidianamente le abitudini di vita del nostro settore produttivo ed è importante investire non solo nelle nuove tecnologie, ma nel recupero delle risorse umane che sono indispensabili affinché le nostre società possano crescere con i valori e la prospettiva di una terra che continui a produrre. Abbiamo messo su un protocollo di intesa con il dipartimento di prevenzione delle carceri minorili siciliane per dare una prospettiva ai ragazzi, che oggi vedono nella formazione professionale un fattore di inserimento nel mercato del lavoro: il dialogo tra istituzioni vince quando da entrambe le parti c’è voglia di costruire una Sicilia diversa”.

A soffermarsi sulle forme di contrasto alla dispersione scolastica è invece Turano, il quale evidenzia come essa “è in continuo regresso: i dati del ministero dell’Istruzione dicono che la Sicilia ha abbattuto pesantemente l’indice di dispersione, però l’aspetto più importante è che su 705 scuole solo in 57 hanno ancora un indice più alto rispetto alla media siciliana. Con queste 57 scuole sto facendo un piano personalizzato: terrò una riunione provincia per provincia, con i rispettivi provveditori e i singoli presidi, proprio per combattere questo fenomeno. I dati sulla dispersione riguardano tutti i ragazzi che abbandonano la scuola, sia siciliani che stranieri: la percentuale di stranieri è molto più alta, perché spesso denunciano un’età diversa rispetto a quella reale quindi sono costretti ad andare nelle scuole e dopo il primo giorno abbandonano; è un fenomeno complicato, ma il fatto che io chiami il preside è indicativo di come anche lì stiamo cambiando le regole”.

Altro tema affrontato dall’assessore all’Istruzione è l’inversione di tendenza, ad opera della Regione, “sulla gestione della formazione professionale e delle Iefp (i percorsi di Istruzione e formazione professionale, ndr), con cui garantiamo l’istruzione a ragazzi meno fortunati: nei loro confronti bisogna incidere in maniera chiara. La formazione professionale siciliana è servita per finanziare l’offerta, in base a quello che gli enti proponevano senza però che da parte della Regione fossero state messe delle regole: da oggi invece la formazione serve per finanziare quello che serve al mercato, ovvero la domanda. In mancanza di regole gli enti proponevano quello che volevano, difendendo i loro interessi: io la penso in maniera diversa, dopodiché vedremo il risultato. La formazione è servita anche come ammortizzatore sociale, perché poi nel mondo del lavoro non si sono trovati grandi sbocchi: oggi invece vogliamo portare le persone verso una vera occupazione. L’ultimo bando che abbiamo realizzato nasce con la sottoscrizione di un protocollo di intesa con Confindustria e Ance, per stabilire quali sono le qualifiche che servono in Sicilia: da loro pretendo che rispettino gli impegni presi, ovvero una massiccia campagna di comunicazione per spiegare alle persone che se si iscrivono a determinati corsi poi troveranno un’occupazione”.

Per Oliveri è fondamentale insistere sulla didattica orientativa: questa, sottolinea, “riguarda sia la scelta del percorso di studi sia gli indirizzi nel mondo del lavoro, coinvolgendo tutti gli aspetti della vita dell’individuo. È un argomento di cui bisogna prendere consapevolezza, perché spesso si parla di distanza tra domanda e offerta di lavoro e non si realizzano gli strumenti che possono aiutare: l’orientamento è lo strumento principe in termini di informazione corretta e consapevolezza per l’individuo su qual è il percorso utile e che produce risultati. I nostri destinatari non sono solo i giovani ma anche le istituzioni, la scuola e l’Università”.

-Foto xd8/Italpress-
(ITALPRESS).

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