Aree interne siciliane a rischio desertificazione, a Enna stipulata un’alleanza per rilanciarle

PALERMO (ITALPRESS) – Da Enna si stipula un’alleanza fra Università Kore di Enna, Cesi, Cisl Sicilia, Sicindustria e Anci Sicilia per rilanciare le aree interne siciliane. Questo il primo risultato concreto del convegno organizzato dalla Cesi, dalla Cisl

A cura di Italpress Italpress
17 aprile 2026 10:30
Aree interne siciliane a rischio desertificazione, a Enna stipulata un’alleanza per rilanciarle -
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PALERMO (ITALPRESS) – Da Enna si stipula un’alleanza fra Università Kore di Enna, Cesi, Cisl Sicilia, Sicindustria e Anci Sicilia per rilanciare le aree interne siciliane. Questo il primo risultato concreto del convegno organizzato dalla Cesi, dalla Cisl Sicilia e dall‘Università Kore di Enna, svoltasi il 15 aprile nell’ Aula “Napoleone Colajanni”, all’Università Kore di Enna. L’iniziativa è stato il primo momento pubblico di confronto previsto nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto a gennaio da Cesi, Cisl Sicilia e Università Kore di Enna, finalizzato a rafforzare il ruolo strategico delle aree interne dell’Isola e a promuoverne il rilancio sociale, economico e culturale. Hanno portato i saluti istituzionali: Cataldo Salerno, presidente Università Kore di Enna, Antonino Raspanti, presidente Conferenza Episcopale Siciliana, Maurizio Antonello Dipietro, sindaco di Enna.

Hanno introdotto i lavori: Giulio Pedrini, professore Associato di Politica Economica Università Kore di Enna e Giancarlo Perego, presidente Fondazione Migrantes. Sono intervenuti alla tavola rotonda: Giuseppe Marciante, delegato per i Problemi Sociali, del Lavoro, Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato della Cesi, Raffaele Scuderi, direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Giuridiche Università Kore di Enna, Luigi Rizzolo, presidente Sicindustria e vicepresidente Confindustria Sicilia, Roberto Gambino, vice presidente Anci Sicilia, Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Sicilia. Ha chiuso i lavori Ignazio Ganga, segretario nazionale Cisl.

A lanciare la proposta di coinvolgere nel protocollo d’intesa anche le parti datoriali e l’associazione dei Comuni siciliani è stato il segretario generale della Cisl Sicilia, Leonardo La Piana, che ha sottolineato come “le aree interne della Sicilia non possono essere considerate una periferia da assistere, ma devono diventare il centro di una nuova strategia di sviluppo regionale. È necessario garantire diritti di cittadinanza uguali per tutti, indipendentemente dal luogo in cui si vive”. 

La Cisl Sicilia ha lanciato quattro proposte operative: la prima riguarda la costituzione di una cabina di regia regionale, presieduta in modo interdisciplinare dalla Presidenza della Regione Siciliana e dalla Presidenza dell’Ars, che coinvolga l’Anci, la Conferenza dei Rettori delle Università siciliane, le rappresentanze datoriali e le organizzazioni sindacali confederali, per coordinare in maniera stabile e strutturata gli interventi sulle aree interne.

Per la Cisl Sicilia è inoltre necessario rivedere profondamente il sistema delle Unioni comunali e delle reti tra enti locali: non devono più essere soltanto strumenti di razionalizzazione delle risorse, ma diventare vere leve strategiche di sviluppo territoriale, capaci di generare progettualità, attrarre investimenti e migliorare la qualità dei servizi. Infine, per la Cisl serve un’azione forte e coordinata a livello europeo. È indispensabile sensibilizzare la deputazione europea affinché le peculiarità della Sicilia, e in particolare delle sue aree interne, trovino pieno riconoscimento nelle politiche e nei programmi dell’Unione Europea, a partire dalla coesione territoriale e dagli investimenti per le aree più fragili.

La Cisl Sicilia ha destinato una somma all’Università Kore di Enna, per finanziare borse di ricerca relative ad analisi e approfondimenti sui bisogni e sulle potenzialità delle aree interne siciliane. Nel corso del convegno sono stati illustrati i primi dati emersi dallo studio che sta conducendo Giulio Pedrini, professore associato di Politica economica dell’Università Kore di Enna.

Più della metà dei Comuni siciliani si trova in un’area interna dell’isola, dove abita il 48% della popolazione regionale. Ma nei prossimi anni, senza una radicale inversione di marcia, questi territori rischiano di andare verso la desertificazione fra declino demografico e fragilità strutturali.

Le aree interne siciliane sono infatti caratterizzate da un progressivo spopolamento e da un marcato invecchiamento della popolazione. Secondo analisi basate su dati demografici recenti (Istat e studi regionali), le province che registrano un calo più significativo negli ultimi anni, sono: Enna con circa 4,6% il meno di popolazione; Caltanissetta con circa il 3,9%in meno; Agrigento con circa il 3,5% in meno; Messina con circa il 3%in meno; Palermo con circa il 2,2% in meno; Trapani con il 2,1% in meno e Siracusa con circa l’1,7% in meno. I comuni più a rischio hanno quasi sempre queste caratteristiche: meno di 5mila abitanti, localizzati in zone montane o interne, forte emigrazione giovanile e popolazione molto anziana.

Dal punto di vista sociale, queste aree soffrono di una progressiva riduzione dei servizi essenziali, quali welfare e sanità, istruzione e mobilità, carenza complessiva che alimenta un circolo vizioso di marginalizzazione e abbandono. I dati Istat evidenziano un “divario di sopravvivenza” tra chi risiede nei poli urbani e chi vive nelle aree interne. Per gli over 75 delle zone rurali, la mancanza di medicina di prossimità trasforma spesso la salute da diritto universale a sfida logistica.

“Sono evidenti le grandi difficoltà nelle aree interne non solo della Sicilia -ha detto Monsignor Antonino Raspanti, presidente della Cesima mettendo insieme noi le varie forze sociali, civili, religiose della Sicilia, si può lavorare per convergere verso una progettualità comune che sia da sprone ed elemento di proposta sia con le nostre rappresentanze, politiche e sociali, sia con l’Unione Europea, per tenere accesi i riflettori su un tema così vitale per l’isola”.

Per Cataldo Salerno, presidente dell’Università Kore di Enna, “il rilancio delle aree interne è un percorso lungo, che richiede tempo e non offre scorciatoie. Tuttavia, per portarlo a termine con successo. occorre innanzitutto essere realisti, che non significa arrendersi, ma agire con intelligenza. Servono poi concretezza e metodo. I progetti devono essere chiari, il lavoro deve essere fatto bene ed è indispensabile avere una visione supportata da pazienza e determinazione”.

Dal presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo, è arrivata la condivisione del percorso seguito da Cesi, Cisl Sicilia e Università Kore di Enna e la volontà di aderire al protocollo d’intesa sulle aree interne siciliane, “rispetto alle quali è chiaro che si devono programmare interventi di sostegno a favore delle imprese. È tempo di pensare a una ‘Super Zes per le aree interne’. Dobbiamo offrire incentivi fiscali, digitalizzazione e burocrazia zero a chi sceglie di fare impresa dove lo spopolamento morde di più”.

Anche da Anci Sicilia, rappresentata dal vicepresidente Roberto Gambino, si è registrata la disponibilità ad aderire all’intesa Cesi, Cisl Sicilia e Università Kore. “Il tema delle aree periferiche – ha detto Gambino – è fondamentale per l’Anci, ancora di più in Sicilia dove molti enti locali si trovano proprio in questi territori. Sono palesi le difficoltà che si affrontano, da quelle finanziarie a quelle relative all’emigrazione, punto sul quale siamo fortemente impegnati, per frenare la fuga dei cervelli e creare condizioni necessarie per far rimanere i giovani in Sicilia”.

Il segretario nazionale della Cisl, Ignazio Ganga, ha sottolineato come “La strada delle alleanze è quella da seguire perché consente di giungere a risultati orientati verso il compimento del bene comune”. “È certamente positiva – ha aggiunto Ganga – la costruzione del protocollo con attori sociali come la Cesi, del sistema universitario come la Kore e anche del coinvolgimento di Anci per gli Enti locali e della parte datoriale, perché è perfettamente in linea con la linea della Cisl nazionale di dare vita a un grande patto sociale strategico per il Paese”.

-Foto ufficio stampa Cisl Sicilia-
(ITALPRESS).

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