L'autovelox calatino sulla Gela - Catania è legittimo?

I dubbi sollevati da Pellegrino Cannizzo e la richiesta al Comune di Gela a intervenire

A cura di Redazione Redazione
16 aprile 2026 07:59
L'autovelox calatino sulla Gela - Catania  è legittimo?  -
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In merito all’installazione di un dispositivo autovelox lungo la Strada Statale Gela–Catania, nel territorio amministrativo del Comune di Caltagirone, ma di fatto più vicino a Gela e Niscemi il vive segretario regionale di PeR Pellegrino Cannizzo evidenzia forti perplessità circa le modalità, la competenza e le finalità di tale installazione.

"Il tratto in questione, particolarmente frequentato da cittadini provenienti da Gela e Niscemi, solleva dubbi circa l’effettiva natura dell’intervento: se volto alla sicurezza stradale o piuttosto alla rilevazione sistematica di infrazioni a fini sanzionatori a cittadini dei comuni viciniori e non ai Calatini"- dice

Ed aggiunge:sotto il profilo normativo, si richiama innanzitutto l’art. 142 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), che disciplina i limiti di velocità e l’utilizzo dei dispositivi di controllo, prevedendo che l’installazione e l’utilizzo di strumenti automatici debbano avvenire nel rispetto di specifiche condizioni e previa autorizzazione.

In particolare, il comma 6-bis dell’art. 142 stabilisce che le postazioni di controllo sulla rete stradale debbano essere preventivamente segnalate e ben visibili, mentre il comma 6-ter demanda al Prefetto l’individuazione dei tratti di strada nei quali è consentito l’accertamento delle violazioni senza contestazione immediata.Si richiama inoltre l’art. 4 del D.L. 121/2002, convertito nella L. 168/2002, che attribuisce al Prefetto la competenza a individuare, con proprio decreto, le strade o i tratti di strada nei quali è possibile installare dispositivi di controllo automatico della velocità senza obbligo di contestazione immediata, soprattutto sulle strade extraurbane principali e secondarie.

Nel caso di specie, trattandosi di una strada statale, si evidenzia come la gestione infrastrutturale ricada in capo ad ANAS S.p.A., mentre le funzioni di vigilanza e coordinamento coinvolgono la Prefettura territorialmente competente. Ne consegue la necessità di verificare se il Comune di Caltagirone sia munito delle necessarie autorizzazioni a rilevare la velocità ed emettere sanzioni su strada non comunale.

Ulteriore elemento normativo di riferimento è rappresentato dal D.M. 15 agosto 2007 del Ministero dei Trasporti, che disciplina le modalità di utilizzo dei dispositivi di controllo della velocità, imponendo criteri di trasparenza, visibilità e corretto posizionamento.

Alla luce di tali considerazioni, Cannizzo e il movimento politico che rappresenta chiedono formalmente all’Amministrazione Comunale di Gela di ativarsi immediatamente presso la Prefettura competente per acquisire il decreto prefettizio relativo al tratto interessato;

Verificare la legittimità dell’installazione in relazione alle disposizioni dell’art. 142 del Codice della Strada e del D.L. 121/2002;

Richiedere chiarimenti ufficiali circa la titolarità della gestione del dispositivo e gli accordi eventualmente intercorsi con ANAS S.p.A.;

Accertare il rispetto degli obblighi di preventiva segnalazione e visibilità previsti dalla normativa vigente;

Tutelare i cittadini gelesi da multe che rimpinguano le casse del Comune di Caltagirone.

Valutare ogni azione utile, inclusa la richiesta di sospensione o rimozione del dispositivo, qualora emergano irregolarità o carenze nei presupposti normativi.

La sicurezza stradale rappresenta un obiettivo imprescindibile, ma deve essere perseguita nel pieno rispetto della legalità, della trasparenza amministrativa e dei diritti degli utenti della strada.

Si confida in un intervento tempestivo e deciso da parte dell’Amministrazione comunale di Gela, a garanzia dei cittadini e del corretto esercizio delle funzioni pubbliche.Cannizzo ha chiesto che la questione venga portata al tavolo di confronto con ANAS S.p.A., già convocato per il 23 aprile alle ore 16, come già comunicato da Miguel Donegani in relazione alle criticità della SS 417/626 (cosiddetta “strada dei due castelli”) e al collegamento Agrigento–Palermo nella zona nord della provincia.

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