Celebrare gli 80 anni del voto alle donne

Alla pinacoteca il convegno “L’altra metà della storia”, promosso dal Lions Club Butera e Terre Federiciane: un viaggio tra passato e futuro

A cura di Redazione Redazione
02 giugno 2026 15:00
Celebrare gli 80 anni del voto alle donne -
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Non un semplice anniversario, ma un viaggio profondo tra memoria storica e sfide del presente. È questo il senso del convegno “L’Altra Metà della Storia. 80 anni di voto: dalle pioniere delle istituzioni alle sfide dell’impresa e della rappresentanza”, l'evento culturale e sociale fortemente voluto e promosso dal Lions Club Butera e Terre Federiciane, guidato dalla presidente, la Prof.ssa Anna M. Liardi.

L'iniziativa ha riunito istituzioni, professionisti, mondo dell'impresa e nuove generazioni per riflettere su una pietra miliare della civiltà italiana: quel 1946 in cui le donne, superando l'invisibilità dello Stato e i silenzi di un'epoca patriarcale, presero in mano per la prima volta la scheda elettorale, custodendola – come ricordano le cronache del tempo – come il bene più prezioso per la propria dignità.

Nel suo discorso introduttivo, la Presidente Anna M. Liardi ha tracciato il filo conduttore della giornata, ricordando che il suffragio femminile non è stato un punto d'arrivo, bensì l'inizio di una lunghissima e faticosa marcia per portare lo sguardo e la voce delle donne nei tribunali, nelle università, nelle leggi e nelle stanze dei bottoni. Un percorso che il Lions Club ha voluto radicare fortemente nel territorio: accanto alle 21 madri costituenti di Roma, l'iniziativa ha inteso omaggiare le tante "pioniere silenziose" del comprensorio di Gela e Butera che, nel secondo dopoguerra, hanno rotto i primi tabù e dimostrato alle proprie figlie che una donna poteva guidare il cambiamento sociale e politico.

A portare i saluti delle istituzioni locali è stato l'Assessore Di Cristina, che ha sottolineato la vicinanza della macchina comunale a tematiche capaci di unire la memoria al futuro del territorio. Un plauso e un sostegno all'alto valore etico e sociale dell'incontro sono arrivati anche dal Prof. Grazio Di Bartolo, presidente Lions della Zona 25. Il dibattito è entrato nel vivo con la testimonianza autentica dell’avvocatessa Giovanna Cassarà, che ha ripercorso la complessità e il coraggio dell'impegno politico al femminile a Gela fin dalla sua giovinezza, un'epoca in cui esporsi significava abbattere barriere, pregiudizi e ostacoli culturali apparentemente insormontabili.

Dalle istituzioni al mondo del lavoro: l’intervento di Rosa Iudici ha offerto uno spaccato vibrante dell’imprenditoria femminile locale. La sua esperienza ha messo in luce la duplice sfida che le donne affrontano quotidianamente: la capacità di fare impresa e creare valore sul territorio, facendo coesistere la responsabilità della leadership con la gestione degli affetti familiari. Per interpretare le contraddizioni del presente attraverso la lente della scienza, la sociologa Giorgia Butera ha offerto un'analisi lucida e profonda. La dottoressa Butera ha stimolato la platea a riflettere sui motivi per cui, a distanza di ottant'anni, l'accesso femminile ai vertici del comando resti ancora così faticoso, focalizzandosi inoltre sul preoccupante fenomeno dell'astensionismo che oggi tocca da vicino proprio l'universo femminile, interrompendo quel legame vitale tra cittadino e urna conquistato nel '46.

Il cerchio della memoria si è chiuso guardando al domani, dando spazio e voce alle nuove generazioni della comunità locale. Una giovane studentessa del territorio, Desideria Sarcuno, ha condiviso, senza filtri, cosa significhi oggi per i ragazzi entrare in una cabina elettorale, ricordando che quello che un tempo era un tabù oggi è un diritto acquisito, ma anche un dovere da difendere per costruire una società che deve ancora correre per definirsi pienamente paritaria. L'iniziativa del Lions Club Butera e Terre Federiciane si conferma così un importante punto di riferimento culturale per il territorio: un monito a non abbassare la guardia sulle sfide aperte della parità salariale e della conciliazione vita-lavoro, ricordando che la democrazia ha bisogno, oggi più che mai, di entrambe le metà della storia.

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