Criticità del Museo dei relitti greci
Incardona chiede che il sindaco solleciti la Regione a intervenire
Dall'ex assessore Totò Incardona riceviamo e pubblichiamo:
A meno di 48 ore dall’inaugurazione del Museo dei Relitti Greci, apprendo con profonda preoccupazione le gravi criticità che rischiano di comprometterne la piena operatività. È francamente assurdo che, dopo anni di attesa, investimenti pubblici e un’inaugurazione salutata come evento storico per Gela e per tutta la Sicilia, la Regione ci metta di fronte a carenze strutturali e organizzative così evidenti: mancanza di personale specializzato, problemi burocratici ancora irrisolti, servizi essenziali non attivi come l’ascensore, con conseguenti barriere per le persone con disabilità.
Non è accettabile che una struttura di tale importanza venga aperta senza aver prima garantito condizioni minime di funzionamento. Oggi la gestione ricade su pochi custodi e sul lavoro egregio del direttore del Parco archeologico, Ennio Turco, che sta facendo il possibile in un contesto oggettivamente complicato. Ma la buona volontà, nonostante il plauso che va fatto a lui, non può sostituire una programmazione seria.
Il passaggio di competenze dalla Soprintendenza di Caltanissetta al Parco archeologico e il coinvolgimento della Regione Siciliana non possono tradursi in un limbo burocratico che paralizza l’operatività del museo proprio nel momento in cui dovrebbe rappresentare un volano culturale ed economico per il territorio.
Un museo non è una vetrina da inaugurare e fotografare: è un organismo vivo che necessita di personale qualificato per l’accoglienza, la vigilanza, la didattica e la promozione. Senza queste condizioni, il rischio è che un patrimonio straordinario venga mortificato e che l’entusiasmo dei cittadini si trasformi rapidamente in delusione.
Faccio un appello al sindaco affinché richieda l’immediata attivazione delle procedure per garantire personale adeguato e stabile, ovvero una ricognizione del personale del parco già da richiesta più volte;lo sblocco dei contratti necessari per rendere pienamente fruibili tutti i servizi, a partire dall’ascensore; un piano gestionale chiaro, con tempi certi e risorse dedicate.
Non possiamo permettere che un simbolo di rinascita culturale diventi l’ennesima occasione mancata. Il comune intervenga subito, chiedendo trasparenza per rispetto della storia dei gelesi e dell’investimento fino ad oggi fatto anche in termini culturali.
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