Dopo l'audizione sull'area di crisi
Il segretario Ugl Alario invia una relazione
Dopo l'audizione tenutasi in commissione industria al Senato, il segretario Ugl Caltanissetta Andrea Alario, sulla base di quanto emerso durante il confronto istituzionale, ha provveduto a trasmettere una relazione su ciò che a oggi l'area di crisi di Gela non ha mai generato per il territorio.
La relazione è stata inoltrata al presidente della commissione industria, il senatore Luca De Carlo. In Senato, infatti, è stato avviato un approfondimento sullo stato dell'arte per diverse aree di crisi italiane, a partire da quella di Gela. “L'area di crisi di Gela, da oltre dieci anni, è un'eterna incompiuta. Come organizzazione sindacale lo abbiamo più volte denunciato nei tavoli istituzionali. Mancano, a oggi, i presupposti minimi, previsti nel protocollo d'intesa del 2014. Formazione e riqualificazione dei lavoratori rimasti fuori dal ciclo produttivo dopo la riconversione del sito Eni non sono mai state concretizzate”, dice Alario. Il segretario, come precisato nella relazione, sottolinea che l'area di crisi “è come se fosse un'entità a sé stante, slegata dalle esigenze concrete del territorio, già indebolito dalla riconversione industriale e dalla perdita di centinaia di posti di lavoro”. Infine, Alario, che era già intervenuto nel corso dell'audizione in commissione al Senato, ribadisce che “occorre un'interazione costante e stabile tra organizzazioni sindacali, parti datoriali, istituzioni locali e livelli regionali e nazionali. I fondi dell'area di crisi vanno concentrati su progetti concreti e coerenti con il tessuto produttivo locale. Non sono necessarie cattedrali nel deserto o fondi concessi solo per realizzare strutture improduttive. Per questo, tutte le parti sono chiamate non solo a un confronto attivo ma anche a rivedere del tutto il progetto di riqualificazione e riconversione industriale, spingendo sulla portualità e sulle infrastrutture viarie ma senza un elenco da libro dei sogni".
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