Edufin Index, 4 italiani su 10 raggiungono sufficienza in educazione finanziaria
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2026 il livello medio dell’Edufin Index si conferma a 56 punti su 100, sotto la soglia di sufficienza fissata a 60 su una scala da 0 a 100. L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa resta complessivamente bassa: permane il divar
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2026 il livello medio dell’Edufin Index si conferma a 56 punti su 100, sotto la soglia di sufficienza fissata a 60 su una scala da 0 a 100. L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa resta complessivamente bassa: permane il divario tra chi conosce e agisce concretamente nella gestione consapevole delle proprie finanze e chi non lo fa. Il 39% degli italiani (4 su 10) raggiunge o supera la soglia di sufficienza, mentre il 51% si colloca nella fascia intermedia (livello Edufin tra 41 e 59 su 100) e il 10% resta nell’area dell’analfabetismo finanziario (livello Edufin uguale o inferiore a 40 su 100). Il quadro è sostanzialmente stabile rispetto al 2025 e conferma la necessità di trasformare le conoscenze in comportamenti più consapevoli.
E’ quanto emerso in occasione della quinta edizione di Edufin Index, l’Osservatorio su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, i cui risultati sono stati resi noti da Fondazione Alleanza, in memoria di Mario Gasbarri, con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi School of Management.
La ricerca è stata presentata oggi a Roma, nel corso di un evento patrocinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e riconosciuto nel calendario ufficiale del Mese dell’educazione finanziaria 2026 promosso dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria.
L’Osservatorio mette in relazione le conoscenze finanziarie e assicurative degli italiani con il loro comportamento. La ricerca ha analizzato anche quest’anno le competenze della popolazione in ambito finanziario e assicurativo, approfondendo il rapporto tra alfabetizzazione finanziaria e benessere, oltre alla socializzazione finanziaria dei giovani in famiglia.
L’edizione 2026 introduce la novità della distinzione tra investitori (gli italiani che negli ultimi 24 mesi sono stati in grado di risparmiare e investire in strumenti finanziari) e non investitori. I primi, pari al 73% della popolazione, raggiungono in media la sufficienza, con un punteggio di 60/100. I non investitori, il restante 27%, si fermano invece a 46/100. Tra chi investe risultano più elevati sia i livelli di consapevolezza sia quelli relativi ai comportamenti finanziari.
Nel complesso della popolazione, l’Edufin Index si attesta a 58 punti tra gli uomini e 54 tra le donne, con un divario di genere di 4 punti, rispetto ai 5 del 2025. Sul fronte generazionale, l’indice è pari a 57 punti tra i 45-64enni e 52 tra i 18-24enni, con un gap di 5 punti, in riduzione rispetto ai 6 del 2025.
Tra gli investitori, invece, il divario tra adulti e giovani raggiunge i 7 punti, evidenziando il ruolo dell’esperienza maturata nelle decisioni finanziarie e assicurative.
Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia ha dichiarato: ‘L’educazione finanziaria è una leva essenziale di benessere, resilienza e sviluppo. Non è soltanto una competenza individuale, ma una risorsa collettiva che rafforza la capacità di famiglie, imprese e comunità di affrontare le sfide del presente e del futuro. Come Generali, vogliamo continuare ad agire insieme alle istituzioni per creare una maggiore consapevolezza che può tradursi in scelte più efficaci, capacità di pianificare, protezione del patrimonio e sicurezza finanziaria. Per un Paese più solido, inclusivo e capace di guardare al futuro con fiducia”.
Marco Oddone, CEO di Alleanza Assicurazioni ha commentato: “I risultati presentati oggi mettono in evidenza un elemento importante: esperienza e partecipazione alle scelte finanziarie si associano a competenze più elevate. Per questo, come Alleanza, insieme alla nostra Rete, vogliamo rendere l’educazione finanziaria sempre più concreta e accessibile, portandola nei territori, nelle scuole e nella vita quotidiana delle persone. Dal 2020 abbiamo coinvolto 550mila cittadini in oltre 10mila eventi e continueremo a investire nella capacità dei nostri Consulenti di trasformare la conoscenza in comportamenti consapevoli. Sapere non basta, l’educazione finanziaria e assicurativa produce valore quando aiuta le persone a scegliere, agire e guardare al futuro con maggiore sicurezza”.
Dalla ricerca all’azione sul territorio: l’impegno di Alleanza per l’educazione finanziaria e assicurativa Di fronte allo scenario evidenziato dal rapporto, Alleanza Assicurazioni rafforza il proprio impegno per rendere l’educazione finanziaria e assicurativa accessibile e diffusa. Dal 2020 il Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa ha coinvolto 550.000 persone attraverso oltre 10.000 eventi educativi sul territorio, raggiungendo inoltre ogni anno 100 milioni di contatti sui social attraverso contenuti educativi. Inoltre, con il progetto “EducAzione Finanziaria a Scuola” realizzato insieme ad AIEF, in questi anni, sono stati coinvolti circa 500 istituti con oltre 35.000 studenti.
In questa direzione si inserisce anche “Rimetti il tuo futuro nel verso giusto”, la campagna di trade marketing e visibilità locale di Alleanza che coinvolge 24 città italiane e che il 29 e 30 ottobre fa tappa a Roma, in Piazza Sant’Emerenziana. Un’iniziativa che porta Alleanza e i suoi Consulenti direttamente nelle piazze per avvicinare le persone ai temi della protezione, previdenza, risparmio, investimenti e servizi bancari e stimolare una maggiore consapevolezza rispetto alle scelte per il proprio futuro.
A due anni dal precedente approfondimento, l’indicatore di socializzazione finanziaria dei giovani (mostra come si acquisiscono e sviluppano in famiglia valori, atteggiamenti, conoscenze e comportamenti finanziari) sale a 66/100, sei punti in più rispetto al 20242. Acquisti e spese quotidiane possono rappresentare occasioni per ampliare il confronto dal presente al futuro, introducendo progressivamente i temi del risparmio, del rischio, della protezione e della pianificazione. Il 91% dei genitori dichiara di parlare con i figli di soldi e gestione del denaro. Gli argomenti più affrontati sono i soldi per gli acquisti desiderati, indicati dal 59%, e le decisioni di spesa, al 46%. Seguono le decisioni di risparmio, al 37%, il budget familiare, al 36%, le notizie economiche e finanziarie, al 21%, e gli investimenti e le assicurazioni, entrambi al 20%.
La gestione autonoma di piccole somme rappresenta un’occasione concreta di apprendimento, ma restano differenze tra ragazzi e ragazze: riceve regolarmente la paghetta il 33% dei maschi e il 26% delle femmine. Ampliare il dialogo familiare dai consumi del presente alla pianificazione del futuro è quindi un passaggio decisivo per rafforzare autonomia e consapevolezza.
Benessere psico-finanziario insufficiente: pesa soprattutto l’incertezza sul futuro L’edizione 2026 approfondisce per la prima volta la relazione tra alfabetizzazione finanziaria e benessere. Il benessere generale degli italiani si attesta a 59/100, appena al di sotto della soglia di sufficienza (60/100). Secondo il rapporto, resta più fragile il quadro relativo al benessere psicofinanziario (l’indicatore che misura quanto ci si sente al sicuro con i propri soldi e capaci di gestirli) che si ferma a 51/100. E’ soprattutto la poca serenità verso il futuro a pesare negativamente sul rapporto degli italiani con le proprie finanze.
L’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa impatta positivamente sul benessere dei cittadini quando si trasforma in capacità di agire.
Premio Edufin “Donne che Contano”: al via il bando per le candidature In occasione dell’evento, Generali Italia e Fondazione Alleanza, con il Comitato Scientifico Edufin Index e il supporto tecnico ed editoriale di Rame, hanno lanciato il Premio Edufin Index “Donne che Contano”, con l’obiettivo di riconoscere e sostenere le realtà che lavorano concretamente sull’educazione finanziaria e sull’autonomia economica delle donne.
Gli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, le fondazioni e le cooperative sociali già costituite e con sede legale in Italia possono presentare la propria candidatura, fino al 20 dicembre 2026. Le candidature saranno valutate dal Comitato Scientifico Edufin Index sulla base di cinque criteri chiave: impatto concreto, radicamento territoriale, inclusività, replicabilità e coerenza con gli obiettivi del Premio.
– foto ufficio stampa Alleanza Assicurazioni –
(ITALPRESS).
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Verificato il: 29 ottobre 2026
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