L'evento scatenante della frana di Niscemi
Il parere degli esperti
Si susseguono i pareri di esperti in materia, che offrono il loro contributo per delineare le cause che hanno provocato la frana a Niscemi
Tutti sono d'accordo sul fatto che la frana è stata innescata da piogge molto intense e prolungate collegate al ciclone “Harry”, che ha interessato la Sicilia e altre regioni meridionali. L’acqua meteorica si è infiltrata nel terreno, saturandolo progressivamente. Il versante su cui sorge Niscemi è costituito da strati di sabbie, limi e argille (depositi alluvionali e marne) che, pur sembrando rigidi, assorbono acqua lentamente e perdono coesione e resistenza con l’irrigidimento dei pori. Questo tipo di stratigrafia è particolarmente suscettibile allo scivolamento quando è molto bagnata.
Dal punto di vista meccanico la saturazione dell’acqua nel suolo ha aumentato la pressione nei pori del terreno, riducendo l’attrito interno e la resistenza al suolo. La combinazione di suolo bagnato e pendenze ripide ha fatto superare il punto di equilibrio delle forze, portando allo scivolamento del versante. Secondo gli geologi, la parete di terreno ha raggiunto angoli di inclinazione molto superiori a quelli stabili per quei materiali (fino a 85° contro 35° di resistenza), rendendo la frana destinata ad avanzare finché il pendio non trova un nuovo equilibrio naturale.
La frana non è stata un singolo distacco improvviso, ma un movimento diffuso su un fronte lungo circa 4,5 chilometri. Una parte sostanziale della collina ha cominciato a scivolare verso la piana di Gela, trascinando con sé terreno e mettendo a rischio edifici e infrastrutture
I precedenti geologici e fattori di rischio sono i seguenti: ls zona non è nuova a dissesti, con eventi simili registrati circa trent’anni fa. La suscettibilità delle argille e delle sabbie a deformarsi in presenza di piogge eccezionali è un fattore noto nella geologia locale, ma con l’aumento di eventi meteorologici estremi questi rischi si manifestano con maggiore frequenza. In sintesi geologica: un terreno già instabile, composto da sabbie e argille poco coese, è stato saturato da piogge intense legate a un ciclone, portando a un cedimento diffuso del versante che si è trasformato in una grande frana attiva estesa per chilometri. L’acqua ha ridotto la resistenza interna dei materiali, attivando lo scivolamento continuo verso valle.
13.6°