Festa di San Rocco anche a Gela

Entrano nel clou le celebrazioni in onore di San Rocco venerato nella parrocchia a lui dedicata. Quest'anno la festa pesenta un calendario particolarmente ricco E' il santo più invocato, dal Medioevo...

A cura di Redazione Redazione
12 agosto 2023 17:38
Festa di San Rocco anche a Gela -
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Entrano nel clou le celebrazioni in onore di San Rocco venerato nella parrocchia a lui dedicata. Quest'anno la festa pesenta un calendario particolarmente ricco

E' il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa, tant'è che un recente studio ha individuato san Rocco come il secondo santo più invocato, dai cattolici europei, per ottenere la guarigione dal covid. Il suo patronato si è progressivamente esteso al mondo contadino, agli animali, alle grandi catastrofi come i terremoti, alle epidemie e alle malattie gravissime; inenso più moderno, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato.

Con il passare dei secoli è divenuto uno dei santi più conosciuti nel continente europeo e oltreoceano, tanto da essere il più rappresentato in assoluto sui santini ma è rimasto anche uno dei più misteriosi.

Rocco di Montpellier, venerato dalla Chiesa cattolica come Santo e patrono di diversi paesi e città, nasce nel periodo tra il 1346 e il 1350 a Montpellier, in Francia. A partire dal Medioevo in poi, San Rocco è il santo più invocato come protettore dal terribile flagello della peste. La famiglia in cui nasce vive una condizione benestante, piuttosto agiata. L’educazione che riceve è incentrata sui principi della religione cattolica e sulla devozione ai Santi. Già da piccolo Rocco mostra un carattere generoso e amabile. Dimostra inoltre di avere a cuore la sorte dei poveri e dei bisognosi.

Questo giovane uomo dall’aspetto delicato, come lo raffigurano i dipinti e le statue  di San Rocco ancora visibili nelle chiese di tutto il mondo, non esitò a lasciare la sicurezza della casa paterna per mettersi in viaggio e portare conforto e salvezza agli ammalati e ai sofferenti. Fu in Italia che le sue doti taumaturgiche si manifestarono: bastava il tocco della sua mano benedetta per guarire i malati abbandonati dai loro stessi parenti.

Le statue di San Rocco lo rappresentano in veste di pellegrino, con il tabarro, il cappello a tesa larga, un bastone da viaggio a cui erano assicurate conchiglie per raccogliere l’acqua e una zucca vuota per conservarla, la bisaccia a tracolla. Altre statue di San Rocco lo raffigurano mettendo in evidenza le sue doti di guaritore: egli era anche un ex studente di medicina, e così viene presentato con in mano le lancette che venivano utilizzate per incidere i bubboni della peste. E dal momento che anche lui venne contagiato, a un certo punto, viene presentato anche con i segni del morbo, una ferita sulla coscia che sembra stillare sangue.

Si dice che egli avesse una voglia a forma di croce sul petto, all’altezza del cuore. Per questo i ritratti di San Rocco presentano spesso questo particolare decoro sugli abiti del Santo.

Sempre nelle raffigurazioni di San Rocco troviamo un angelo e un cane: entrambi confortarono il Santo durante la malattia, il primo promettendogli la guarigione, il secondo portandogli ogni giorno un tozzo di pane perché potesse sostentarsi.

San Rocco tornò in patria e venne imprigionato dai suoi stessi parenti che, non riconoscendolo, lo scambiarono per una spia. Fu solo dopo la sua morte avvenuta in prigione che il riconoscimento avvenne. Accanto al proprio corpo il Santo aveva lasciato una tavoletta con la scritta: “Chiunque mi invocherà contro la peste sarà liberato da questo flagello.”

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