Frana in evoluzione: «solo monitoraggio e mitigazione»

Gli esperti: a Niscemi instabilità della scarpata e rischio di nuovi movimenti. Priorità a controlli e drenaggi.

A cura di Redazione Redazione
11 marzo 2026 17:34
Frana in evoluzione: «solo monitoraggio e mitigazione»   -
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La ftana di Niscemi non offre per ora soluzioni risolutive.A confermarlo è la relazione degli esperti incaricati dalla Protezione civile e illustrata da Angelo Amorosi, docente dell'Università Sapienza e specialista in stabilità dei pendii.

Secondo gli studi condotti sul territorio di Niscemi , il fenomeno attuale è la riattivazione di movimenti antichi: dalla frana del 1997 fino a episodi documentati nel Settecento. Una storia geologica complessa che oggi si traduce in condizioni di «precarietà e instabilità della scarpata», con la possibilità di ulteriori evoluzioni. Particolarmente preoccupante è la dinamica retrogressiva, cioè il progressivo arretramento della frana verso il centro abitato.

Gli esperti non escludono nuovi movimenti, anche improvvisi, soprattutto in presenza di un aumento della pressione dell’acqua tra gli strati sabbiosi e quelli argillosi. È proprio l’acqua, infatti, uno dei fattori più critici.

La strategia indicata nella relazione punta su due direttrici: monitoraggio costante — sia in superficie sia in profondità — e interventi di mitigazione, a partire dalla regimentazione delle acque meteoriche per impedirne l’infiltrazione nel sottosuolo.

Sono invece considerati impraticabili gli interventi strutturali più invasivi, come la realizzazione di paratie di contenimento: «Tecnicamente molto difficili da realizzare, vista l’estensione e i volumi del fenomeno», ha sottolineato Amorosi. Più realistici, invece, interventi di drenaggio profondo, utili a ridurre le condizioni che hanno favorito la riattivazione della frana.

Per Niscemi, dunque, la convivenza con il rischio rimane l’unica strada nell’immediato. Una convivenza che richiede attenzione costante, strumenti di controllo avanzati e una gestione oculata delle acque, in attesa che il quadro evolutivo del pendio diventi più stabile.

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