Gela basket, il presidente Fabio Cipolla fa chiarezza
“Il nostro percorso sempre votato all'inclusione, al rispetto del prossimo e al rifiuto di ogni forma di discriminazione o violenza verbale”
Una lunga lettera per fare chiarezza dopo le pesanti accuse. A scriverla è il presidente del Gela basket, Fabio Cipolla, in merito all'episodio contestato dai reggini al termine del match di domenica sera tra i biancazzurri padroni di casa e la Dierre Reggio Calabria. Da parte del club calabrese, sono arrivate chiari riferimenti rispetto ad un presunto insulto razzista rivolto verso il giocatore della Dierre Donati, poi espulso dalla coppia arbitrale per la sua reazione.
«Ciò che pertanto unicamente preme al Gela basket - scrive il presidente dei gelesi - è che un collaboratore presente come spettatore tra il pubblico (non è un dirigente) abbia risposto alla inusuale condotta dell'atleta reggino rivolgendogli una offesa razziale oggettivamente insopportabile. Gli atleti delle due formazioni, quanto i rispettivi staff tecnici e dirigenziali già nell'immediato post-gara hanno dato sul campo straordinario esempio di fair play, rammarico, collaborazione massima e sentito rispetto. Innegabile conferma coinvolgente ne è stato l'applauso spontaneo della tribuna che ha accompagnato l'uscita dal campo delle due squadre insieme».
Il club, inoltre, comunica di aver aperto un formale procedimento disciplinare interno verso il suo collaboratore, «nonostante quest'ultimo si fosse scusato con la squadra tutta la sera stessa della gara (risulta anche che abbia già manifestato analogo rincrescimento personale contattando la Dirigenza della squadra ospite e anche tentando un personale contatto con il giocatore)», continua così la nota del presidente.
Quindi la totale e netta presa di posizione rispetto ad un aspetto preciso: «È noto a tutti che il Gela basket abbia nel suo DNA la inclusione e la condanna di qualsivoglia forma di disparità razziale, ed è oggettivamente risaputo che la Società si adopera in costanti iniziative sociali rivolte ai giovani, alle famiglie e al territorio con progetti concreti dedicati all'inclusione, al rispetto del prossimo e al rifiuto di ogni forma di discriminazione o violenza verbale. Questo resta il nostro percorso. Questo resta il nostro impegno purtroppo rivelatosi allo stato non ancora idoneo a prevenire anche l'imprevedibile gesto di un singolo. Ciò non vuole certo essere una esimente e valga piuttosto quale indignata confessione di una imperfezione: tenendoci lontani dalla enfasi mostrata da altre parti intervenute e preservando al contrario il composto silenzio che ci caratterizza sapremo adottare i provvedimenti opportuni perché quanto imprevedibilmente accaduto domenica sera non debba mai più ripetersi. Ce ne scusiamo con l'Atleta reggino e con la sua Società Sportiva, senza se e senza ma».
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