Il segretariato InCE compie 30 anni, Dal Mas “obiettivo riunificare l’Europa”

ROMA (ITALPRESS) – L’Iniziativa centro-europea (InCE) nacque nel 1989 da un’intuizione dell’allora ministro degli Esteri Gianni De Michelis, che insieme ad altri Paesi come Austria, Ungheria e Jugoslavia, all’indomani del crollo del Muro di Berlino si pos

A cura di Italpress Italpress
04 marzo 2026 16:00
Il segretariato InCE compie 30 anni, Dal Mas “obiettivo riunificare l’Europa” -
Condividi

ROMA (ITALPRESS) – L’Iniziativa centro-europea (InCE) nacque nel 1989 da un’intuizione dell’allora ministro degli Esteri Gianni De Michelis, che insieme ad altri Paesi come Austria, Ungheria e Jugoslavia, all’indomani del crollo del Muro di Berlino si pose il problema di sostenere l’unificazione di un’Europa per troppo tempo divisa. Alcuni anni dopo, nel 1996, fu la volta della fondazione del segretariato esecutivo di quell’Iniziativa, per strutturare ancora meglio il lavoro di un organismo che oggi comprende 17 Paesi, dall’Ucraina a tutto il Centro Europa passando per i Balcani.

Il segretario generale dell’InCE, Franco Dal Mas, spiega in un’intervista all’Agenzia Italpress che il trentennale del segretariato esecutivo sarà celebrato il prossimo 17 marzo a Trieste, ovvero nella città dove si trova la sede ufficiale. “Nato come centro di documentazione e catalogazione, il segretariato esecutivo dell’InCE nel corso degli anni si è strutturato e oggi fornisce supporto ai 17 Paesi che sono membri di questo organismo intergovernativo”, spiega dal Mas.

Il lavoro che svolge il segretariato va dalla cooperazione regionale ai progetti europei, alle relazioni tra gli Stati. In altre parole, siamo una costante attività multilaterale di dialogo tra l’Europa dell’Est, quindi l’Ucraina, l’Europa centrale e ovviamente i Balcani”, prosegue il segretario generale. L’intuizione “quasi visionaria di Gianni De Michelis”, osserva ancora Dal Mas, voleva accompagnare “un mondo dell’Est che usciva dal periodo della Guerra fredda e incominciava ad affacciarsi al cosiddetto mondo occidentale”.

Nasce riunendo 4 Paesi e si allarga fino a comprenderne 17, tenendo sempre a mente gli obiettivi di un’attività “che vuole la sicurezza, la pace e soprattutto l’integrazione europea”, precisa Dal Mas. “Oggi l’InCE riunisce al suo interno – semplifico brutalmente – tre diverse parti dell’Europa, quindi l’Europa dell’Est, l’Ucraina – che sappiamo sta attraversando le difficoltà di una guerra e di un’aggressione brutale da parte della Russia, e che ha il nostro pieno appoggio ovviamente come InCE, sin dall’inizio del conflitto – poi l’Europa centrale, quindi Ungheria, la parte orientale dei Balcani, ovvero Bulgaria e Romania, che quest’anno detiene la presidenza di turno, e infine i Balcani occidentali”, prosegue Dal Mas.

“Alcuni Paesi sono parte dell’Unione europea, altri non ne fanno parte e noi lavoriamo per facilitare questo processo di integrazione”, aggiunge il segretario generale.

Oggi, dunque, un’organizzazione come l’InCE “serve a tenere insieme quell’Europa, anzi a ‘riunificare, mi conceda il termine. Riunificare un’Europa divisa nel corso del Novecento, forse anche da sempre, ridefinire uno spazio europeo che tenga insieme questi popoli. Noi ci crediamo fermamente, perchè nell’esempio concreto di ogni giorno l’InCE lavora avendo al suo interno Paesi ‘non Uè che stanno entrando, insieme ad altri che sono già entrati come la Slovenia e la Croazia”.

Un’Europa stabile è al centro degli obiettivi, un’Europa fondata su coesione e cooperazione e che va anche oltre le dimensioni dell’attuale Unione europea. “Il Montenegro adesso dice di voler diventare il 28esimo Stato membro nel 2028. Noi ci auguriamo che questo accada, così come sosteniamo che anche un Paese come la Serbia e altri debbano costituire un blocco importante per l’Unione europea”, sottolinea Dal Mas.

L’InCE riveste una funzione importante “attraverso la cooperazione regionale, che significa connettività di reti”, secondo il segretario generale, ma anche “un aiuto concreto, e in questo riveste un ruolo importante l’Italia attraverso le sue dotazioni, ad esempio attraverso il fondo presso la Bers”.

Tornando sui Balcani occidentali e la loro piena integrazione nell’Ue, Dal Mas ricorda che “è una questione che sta particolarmente a cuore al ministro (degli Esteri) Antonio Tajani e su cui è molto impegnato da sempre”. Si tratta di una regione, aggiunge Dal Mas, che “costituisce un pò una pietra angolare di questo processo di integrazione europea”.

Il 17 marzo a Trieste il trentennale dell’InCE sarà celebrato anche con momenti “di proposta”, dice il segretario generale, “anche con dei panel sulla connettività”. “Siamo nati nel 1989, come abbiamo detto, con un’intuizione lungimirante. Oggi quell’intuizione rivive nel desiderio di ricostruire quello spazio europeo, che rappresenta anche un importante punto di ancoraggio per tutto il mondo”, conclude Dal Mas.

(ITALPRESS).
-Foto Italpress-

Segui Il Gazzettino di Gela