La dott.Rita Pasqualetto interviene sulla frana di Niscemi

"La risposta psicologica c’è, ora va rafforzata attraverso un lavoro integrato"

A cura di Redazione Redazione
03 febbraio 2026 11:15
La dott.Rita Pasqualetto interviene sulla frana di Niscemi  -
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Dalla dott.ssa Rita Pasqualetto, psicologa e consigliere comunale di Butera, riceviamo e pubblichiamo

"La frana che ha colpito Niscemi non è soltanto un evento di dissesto idrogeologico. È un evento che mette alla prova il territorio, le istituzioni e le persone che lo abitano, incidendo non solo sulla sicurezza fisica ma anche sul senso di stabilità e di fiducia collettiva.È importante riconoscere che, accanto agli interventi tecnici e di messa in sicurezza, il supporto psicologico è già attivo sul territorio. Psicologi stanno operando offrendo ascolto, contenimento emotivo e sostegno a cittadini che stanno vivendo paura, disorientamento e incertezza. Questo rappresenta un elemento qualificante della risposta all’emergenza e un segnale di attenzione verso la dimensione umana dell’evento.

Dal punto di vista clinico, sappiamo però che l’impatto psicologico di eventi improvvisi non si esaurisce nella fase acuta. Spesso le reazioni più complesse — ansia persistente, ipervigilanza, rabbia, senso di impotenza — emergono quando l’emergenza sembra rientrata, ma le persone continuano a vivere in una condizione di precarietà percepita.

È qui che diventa fondamentale un passaggio di qualità: non limitarsi all’intervento, ma strutturarlo.La tutela della salute psicologica non può essere pensata come un’azione accessoria o temporanea, ma come parte integrante della gestione del rischio e della ricostruzione.Le emergenze territoriali sono sistemi complessi e, come tali, richiedono una collaborazione interdisciplinare reale e continuativa tra tecnici, Protezione Civile, amministrazioni locali e professionisti della salute mentale. Quando queste competenze lavorano in modo coordinato, il rischio non viene solo contenuto dal punto di vista strutturale, ma anche compreso e comunicato in modo più efficace alla popolazione. L’incertezza, infatti, alimenta la paura più del pericolo stesso. Informazioni tecniche chiare, decisioni condivise e supporto psicologico devono procedere insieme, evitando frammentazioni che possono aumentare ansia e sfiducia.

In questo quadro, il lavoro degli psicologi già operativi assume un valore ancora più strategico: non si tratta solo di ascoltare il disagio, ma di contribuire a mantenere coesione sociale, fiducia nelle istituzioni e capacità di adattamento della comunità.La proposta, dunque, non è quella di moltiplicare interventi, ma di rafforzare e integrare quelli esistenti, dando loro continuità nel medio periodo, inserendoli in una cornice condivisa e riconoscendo il ruolo dello psicologo come parte stabile dei dispositivi di risposta alle emergenze territoriali.

La frana di Niscemi può così diventare non solo un evento critico da superare, ma un’occasione per costruire una buona pratica, in cui la messa in sicurezza del territorio e la tutela del benessere psicologico procedano insieme.Ricostruire significa anche questo: non solo intervenire sui luoghi che hanno ceduto, ma prendersi cura delle persone che continuano ad abitarli.

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