La proposta della Dc sul Museo dello Sbarco

Una mostra, il recupero dell'ex Dogana e Palazzo Ducale come museo temporaneo

A cura di Redazione Redazione
04 marzo 2026 13:05
La proposta della Dc sul Museo dello Sbarco  -
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Il dibattito sul Museo dello Sbarco entra in una fase più operativa. Dopo le perplessità sollevate sulla possibilità di realizzare una struttura permanente davanti all’ex Lido La Conchiglia, a causa dei vincoli di inedificabilità richiamati dalla Soprintendenza, il confronto politico si concentra ora su soluzioni concrete e compatibili con il quadro normativo.

I consiglieri comunali della Democrazia Cristiana, Giuseppe Guastella e Armando Irti, pur condividendo l’impostazione dell’amministrazione guidata dal sindaco Terenziano Di Stefano, insistono sulla necessità di agire subito, evitando che l’idea resti confinata a un atto di indirizzo.

Il riferimento resta il 10 luglio 1943, quando nell’ambito dell’Operazione Husky le truppe alleate sbarcarono sulle coste gelesi, segnando una tappa decisiva della campagna di Sicilia e dell’intera Seconda guerra mondiale. Una memoria che la città coltiva ogni anno con celebrazioni ufficiali, ma che non ha ancora trovato una casa museale stabile.

Tra le prime ipotesi operative indicate dai due consiglieri Dc vi è l’allestimento di una mostra iconografica e documentale nell’edificio dell’ex Dogana sul lungomare Federico II di Svevia. Tuttavia, è ormai evidente che l’immobile necessita di interventi di restauro importanti. Si tratta di lavori che richiederebbero tempi medio-lunghi, tra progettazione esecutiva, reperimento delle risorse e iter autorizzativi. Tempi non brevi, dunque, ma che non possono più essere motivo di rinvio: il recupero dell’ex Dogana va sollecitato e avviato quanto prima, sia per ragioni di sicurezza e tutela del bene, sia per il suo potenziale strategico in chiave culturale.

Proprio alla luce di queste tempistiche, si affaccia con maggiore forza una soluzione temporanea alternativa: l’utilizzo dei locali dell’ex Magazzini Pignatelli, a Piazza Calvario. Una sede che, pur non affacciandosi direttamente sul mare, avrebbe il vantaggio di essere inserita in un percorso urbano facilmente fruibile e già connesso ad altri poli culturali.

L’idea che prende forma è quella di un circuito culturale itinerante: dal Museo dei relitti greci di Gela si prosegue verso il Museo archeologico regionale di Gela, per arrivare al futuro spazio dedicato allo Sbarco e concludere idealmente il percorso sul lungomare, davanti al mare che fu teatro degli eventi del 1943. Un itinerario che intreccia la Gela greca, la Gela contemporanea e la Gela della guerra, restituendo continuità narrativa alla storia della città.

In prospettiva, resta confermata l’ipotesi del Bosco Littorio quale sede definitiva del museo permanente, in stretta integrazione con il polo archeologico già esistente e nel pieno rispetto dei vincoli paesaggistici. Nel frattempo, Guastella e Irti annunciano che si faranno promotori dell’attivazione della deputazione regionale della Democrazia Cristiana per sostenere concretamente il progetto, coinvolgendo in primo luogo il capogruppo all’Ars, l’onorevole CarmeloPace, con l’obiettivo di reperire le risorse necessarie e imprimere un’accelerazione all’iter amministrativo.

Partire con una sede temporanea nei locali dell’ex Magazzini Pignatelli, avviare contestualmente il restauro dell’ex Dogana e lavorare alla realizzazione definitiva al Bosco Littorio: è questa la traiettoria indicata dai consiglieri della D.C. La sfida, ora, è tradurre le intenzioni in atti concreti, affinché la memoria del 10 luglio 1943 diventi non solo commemorazione, ma infrastruttura ,culturale stabile e motore di sviluppo per la città

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