La sicurezza al centro della seduta consiliare di stasera
Tra furti con spaccate, crack house e l'uso di armi da parte di giovanissimi
Il Consiglio comunale convocato per stasera con la prima seduts mensile di question time avrà al centro un tema che da settimane domina il dibattito cittadino: la percezione di insicurezza, alimentata da episodi che intrecciano criminalità diffusa, disagio sociale e un crescente senso di isolamento. Tre delle cinque interrogazioni iscritte all’ordine del giorno riguardano infatti lo spaccio nel centro storico, la presenza di abitazioni utilizzate come basi per il consumo e la vendita di droga, i furti ai danni delle attività commerciali e una serie di atti vandalici che, nelle ultime settimane, hanno inciso sulla quotidianità di residenti e negozianti. A questo quadro si aggiunge un elemento che preoccupa molte famiglie: l’uso di coltelli e perfino armi da parte di minorenni coinvolti in conflitti tra coetanei.
A portare la questione in aula è la consigliera di Fratelli d’Italia, Sara Cavallo, firmataria di tutte le interrogazioni. Cavallo denuncia da tempo un deterioramento rapido del clima urbano e sostiene che, mentre il centro storico diventa teatro di episodi sempre più gravi, l’Amministrazione non starebbe dedicando sufficiente attenzione al problema. Una critica che trova eco tra commercianti e residenti, spesso costretti a fare i conti con danni materiali, notti difficili e un diffuso senso di trascuratezza. «Non siamo più di fronte a fatti isolati – sostiene la consigliera – ma a un insieme di fenomeni che intrecciano droga, vandalismi e un disagio giovanile che assume forme sempre più aggressive. Nel cuore della città si sta consumando una crisi che richiede risposte immediate».
Tra le richieste avanzate figurano un incremento dei controlli nelle ore serali e notturne, un sistema di videosorveglianza realmente efficace e un confronto costante con chi lavora e vive nel centro storico. Cavallo sollecita inoltre l’attivazione urgente di un tavolo tecnico che riunisca istituzioni e forze dell’ordine per affrontare in modo coordinato il tema della droga e del degrado. Il nodo, però, non riguarda soltanto la sicurezza: riguarda la tenuta del tessuto sociale. Le cosiddette “crack house” rappresentano infatti il segnale di un disagio che si radica dove mancano presidi, opportunità e attenzione. Allo stesso modo, le liti tra giovanissimi risolte con armi bianche raccontano una fragilità educativa che non può essere ignorata, mentre le vetrine danneggiate diventano il simbolo di una città percepita come vulnerabile.
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