L'allarme della Fillea:"la mafia controlla le forniture"
Cosca: «Nei cantieri del Pnrr infiltrazioni più sottili ma più efficaci, servono controlli»
La mafia continua a muoversi nei cantieri edili attraverso canali meno visibili ma estremamente efficaci: le forniture. A denunciarlo è il segretario della Fillea-Cgil Caltanissetta-Agrigento, Francesco Cosca, che punta il dito contro un sistema di imprese vicine ai clan capace di inserirsi nella filiera dei lavori pubblici, soprattutto nel territorio nisseno.
«Oggi la mafia non sempre mira a vincere direttamente un appalto pubblico», spiega Cosca. «Preferisce controllare il cantiere dall’interno, imponendo materiali e servizi. È nel calcestruzzo, nel movimento terra, nel trasporto dei materiali e nel noleggio dei mezzi che si esercita un potere economico forte e silenzioso. Il vero controllo passa dalle forniture».
Un fenomeno che, secondo il sindacalista, si è intensificato con l’avvio dei cantieri finanziati dal Pnrr, numerosi nella provincia di Caltanissetta e in particolare a Gela. «L’arrivo dei fondi ha rappresentato un’occasione di sviluppo, ma richiede controlli più rigorosi non solo sulle imprese aggiudicatarie, ma su tutta la filiera dei subappalti. Le risorse pubbliche devono generare lavoro regolare e sicuro».
Nelle ultime settimane la prefetta Licia Donatella Messina ha adottato misure di prevenzione collaborativa nei confronti di tre aziende gelesi attive nell’edilizia e nell’igiene ambientale, provvedimenti applicati quando emergono tentativi di infiltrazione riconducibili a forme di agevolazione occasionale. Un’informativa interdittiva antimafia è stata invece emessa per una società di Caltanissetta operante nel settore ambientale, ritenuta esposta a un «concreto rischio di infiltrazione» per la vicinanza a soggetti legati a sodalizi criminali locali.
Per Cosca, questi segnali confermano la necessità di un presidio costante: «La legalità nei cantieri non è un dettaglio amministrativo, ma la condizione per garantire sviluppo vero e lavoro
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