Le imprese siciliane non chiedono slogan

Le analisi e le proposte emerse durante il convegno organizzato da Confcommercio Ascom e ConfFormazione Sicilia

A cura di Redazione Redazione
09 maggio 2026 08:28
Le imprese siciliane non chiedono slogan  -
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Il convegno regionale “Dalla crisi alla crescita – Formazione, credito e strumenti concreti per le imprese siciliane”, organizzato ieri pomeriggio da Confcommercio Sicilia e ConfFormazione Sicilia al Macchitella Lab di Gela, ha riunito istituzioni, imprese, professionisti e mondo accademico in un confronto serrato sulle reali condizioni del sistema produttivo siciliano e sulle prospettive di sviluppo dell’isola.

Fin dalle prime battute è emersa con forza la denuncia del presidente di Confcommercio Catania e Confidi Imprese per l’Italia, Pietro Agen, che ha puntato l’attenzione sul sistema bancario, evidenziando come oggi «le banche non riescano più ad assolvere al proprio ruolo».

Agen ha spiegato che anche imprese solide e con bilanci in ordine incontrano difficoltà crescenti nell’ottenere credito, con un irrigidimento che sta diventando un freno strutturale alla crescita. Da qui il richiamo alla necessità di strumenti alternativi e di un rafforzamento dei Confidi, che restano un presidio essenziale ma non più sufficiente se il sistema bancario continua a restringere l’accesso ai finanziamenti.

Un altro passaggio centrale è arrivato dal prof. Benedetto Torrisi, docente di Statistica Economica dell’Università di Catania, che ha invitato a cambiare radicalmente la narrazione sulla Sicilia. «Occorre smettere di raccontare che la Sicilia è sempre ultima. Non è così. I dati mostrano dinamiche positive, settori che crescono, territori che recuperano terreno. Continuare a ripeterci che siamo ultimi significa auto sabotare le nostre possibilità di sviluppo». Torrisi ha insistito sulla necessità di un nuovo paradigma culturale, capace di valorizzare i segnali di ripresa e di sostenere un ecosistema in cui imprese, università e istituzioni lavorino insieme.

Nel suo intervento conclusivo, l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha illustrato le ragioni tecniche e politiche che spiegano la crescita economica della Sicilia e il miglioramento dei conti pubblici. Ha ricordato che il passaggio dal disavanzo all’avanzo non è frutto di “miracoli”, ma di un percorso fondato su controllo della spesa, aumento del gettito derivante dalla crescita della base imponibile, effetti espansivi della spesa pubblica post Covid, nuove norme di attuazione dello Statuto che garantiscono alla Regione il 71% dell’Irpef accertata e la liberazione di 1,85 miliardi dal Fondo anticipazioni di liquidità. «La Sicilia cresce perché abbiamo scelto di concentrare le risorse sugli investimenti, non sulla spesa corrente. Gli investimenti generano sviluppo, lavoro e nuove entrate. È un circolo virtuoso che oggi sta dando risultati concreti».

Il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, ha sottolineato, in apertura, che questo convegno nasce dalla volontà di costruire un luogo di confronto reale, non formale: «Le imprese siciliane non chiedono slogan, chiedono strumenti. Chiedono credito accessibile, politiche fiscali sostenibili, formazione che crei competenze vere, non titoli vuoti. Abbiamo messo attorno allo stesso tavolo chi decide, chi produce, chi studia e chi forma. È così che si costruisce sviluppo: con una visione condivisa, con responsabilità e con la capacità di ascoltare davvero il territorio. La Sicilia ha potenzialità enormi, ma servono scelte coraggiose e coordinate per trasformarle in crescita stabile».

A chiudere i lavori è stato il presidente di ConfFormazione Sicilia, Francesco Trainito, che ha ribadito il ruolo decisivo della formazione come leva strategica: «La formazione non è un accessorio, è l’infrastruttura immateriale più importante che abbiamo. Senza competenze non c’è innovazione, non c’è competitività, non c’è futuro. Dobbiamo costruire percorsi formativi che parlino la lingua delle imprese, che rispondano ai loro bisogni reali e che permettano ai giovani di restare in Sicilia trovando lavoro qualificato. La crescita passa da qui». Il convegno si è concluso con l’impegno condiviso di trasformare le analisi emerse in azioni concrete, rafforzando il dialogo tra istituzioni, imprese e mondo della formazione per sostenere un nuovo modello di sviluppo per la Sicilia.

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