Tensione sulla sede del centro per l'impiego

I sindacati annunciano una nuova mobilitazione

A cura di Redazione Redazione
08 maggio 2026 14:25
Tensione sulla sede del centro per l'impiego  -
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Caltanissetta – Si è chiuso senza risposte concrete il tavolo prefettizio convocato ieri sul trasferimento degli uffici del Centro per l’Impiego di Caltanissetta, e FP CGIL insieme a Cobas-Codir confermano lo stato di agitazione del personale annunciando che non escludono ulteriori iniziative di protesta e, se necessario, il coinvolgimento delle autorità giudiziarie.

Al confronto, presieduto dal Prefetto, hanno partecipato le sigle sindacali con le rispettive RSA, il Dipartimento regionale delle Finanze e del Credito, il Dipartimento regionale del Lavoro rappresentato dal dirigente generale Ettore Riccardo Foti, il referente del Nucleo di analisi e valutazione Francesco Licata, il sindaco di Caltanissetta Tesauro con l’assessore al Patrimonio Guido Del Popolo, il RUP Giuseppe Intilla, il funzionario tecnico comunale Gerlando Scrofani, il dirigente del Servizio VIII del Centro per l’Impiego Calogero Lunetta e il RSPP Vincenzo Nucera.

I sindacati hanno ringraziato il Prefetto per la disponibilità istituzionale e per la sensibilità mostrata verso una vicenda che riguarda lavoratori e intera collettività nissena, ma nel corso dell’incontro hanno evidenziato contraddizioni, ritardi e incertezze che, a loro avviso, confermano tutte le preoccupazioni già denunciate. Pur ritenendo condivisibile l’obiettivo di rivitalizzare il Centro Storico, FP CGIL e Cobas-Codir contestano l’inserimento di questa finalità all’interno di un avviso pubblico perché rischia di configurarsi come elemento discriminatorio rispetto alle regole del libero mercato e hanno ribadito con forza una serie di criticità che il tavolo dovrà chiarire: la piena accessibilità ai servizi per l’utenza, le condizioni di sicurezza e salubrità per lavoratori e cittadini, la funzionalità degli spazi e la continuità operativa degli uffici, la tutela del ruolo pubblico e sociale del Centro per l’Impiego nel territorio, le perplessità su un avviso pubblico definito troppo stringente e che potrebbe apparire finalizzato a un obiettivo preordinato, oltre all’utilizzo di una linea di finanziamento PNRR ritenuta non coerente con le finalità di potenziamento dei Centri per l’Impiego.

Le uniche indicazioni emerse riguardano il fatto che non tutto il personale sarà trasferito presso il palazzo della Banca di Credito Cooperativo Toniolo e San Michele e che i dipendenti attualmente in servizio in via Salemi resteranno nell’attuale immobile con il relativo costo di locazione ancora a carico, mentre sul fronte della futura sede il Comune si è limitato ad assumere un generico impegno a individuare soluzioni ottimali senza fornire garanzie reali sulle condizioni logistiche, operative e di sicurezza. È stato inoltre comunicato che il prossimo 15 giugno è fissata la data del rogito e che entro quel termine dovranno essere completati i lavori di adeguamento relativi alla classe energetica dell’immobile, oggi in fascia G e quindi incompatibile con l’acquisto tramite fondi PNRR, insieme all’adeguamento di alcune misure di sicurezza ad oggi non idonee. I sindacati definiscono gravissimo che, nonostante la rilevanza strategica del Centro per l’Impiego per cittadini, lavoratori e fasce deboli, si continui a procedere senza dare risposte alle domande poste più volte in modo chiaro e determinato, e denunciano che il Comune ha sostanzialmente scaricato ogni responsabilità sulla Regione Siciliana affermando che ogni atto proposto ha avuto l’avallo degli uffici regionali facenti capo al dirigente generale Foti.

FP CGIL e Cobas-Codir avvertono inoltre che decisioni assunte senza il necessario approfondimento potrebbero determinare pesanti ricadute economiche sulla collettività qualora emergessero vizi di legittimità degli atti amministrativi, con conseguente obbligo di restituzione dei finanziamenti pubblici già utilizzati per l’acquisto dell’immobile. Nel documento diffuso dalle sigle si replica anche all’assessore Del Popolo, accusato di aver travisato l’intervento del segretario generale della FP CGIL Sandro Pagaria insinuando che il riferimento ai problemi di sicurezza percepiti nel Centro Storico, Zona 1, anche in relazione a fenomeni legati ai processi migratori, potesse avere connotazioni discriminatorie o razziste: i sindacati ribadiscono di non accettare lezioni in tema di inclusività e sottolineano che i percorsi di inclusione non si realizzano mettendo a disposizione una piazza o trasferendo uffici pubblici, ma con politiche sociali concrete, investimenti mirati e progettualità specifiche di cui, ad oggi, non risultano atti significativi da parte dell’Amministrazione, aggiungendo che sarebbe stato più coerente parlare di inclusività con un avviso pubblico realmente aperto e non con criteri così restrittivi da apparire esclusivi. Alla luce dell’esito interlocutorio del tavolo, FP CGIL e CGIL Caltanissetta, i segretari generali Sandro Pagaria e Rosanna Moncada, confermano che lo stato di agitazione resta attivo e si riservano ogni ulteriore iniziativa.

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