Legambiente: “Serve un approccio sistemico”

Presentato oggi a Messina il dossier analitico sulle cause e gli effetti del ciclone Harry e sulla condizione critica della fascia ionica

A cura di Redazione Redazione
17 febbraio 2026 14:29
Legambiente: “Serve un approccio sistemico” -
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Si è tenuta questa mattina a Messina la presentazione del dossier analitico sulle cause e gli effetti del ciclone Harry e sulla condizione critica della fascia ionica compresa tra Giardini Naxos e Scaletta Zanclea. L’incontro ha messo in luce una realtà allarmante: un territorio dove l’elevata densità abitativa e le profonde trasformazioni urbanistiche hanno annullato la resilienza naturale di fronte ai cambiamenti climatici.

Al tavolo dei relatori sono intervenuti Tommaso Castronovo (presidente di Legambiente Sicilia), Salvatore Granata, esperto dell’Osservatorio sull’erosione delle spiagge provinciali, e il prof. Nanni Randazzo, docente di Geologia ambientale e dinamica dei litorali presso l’Università di Messina. La violenta tempesta Harry ha devastato ampi tratti della costa siciliana, confermando quanto da tempo denunciato da Legambiente Sicilia: la crisi climatica è ormai una realtà concreta e i suoi effetti si manifestano con intensità crescente proprio nel Mediterraneo, riconosciuto come uno degli hotspot mondiali del cambiamento climatico.

Tra il 2009 e i primi mesi del 2026, in Sicilia sono stati registrati oltre 302 eventi estremi (tra fenomeni meteorologici, frane, alluvioni, siccità e mareggiate): 45 solo nel 2025 e 8 già nel mese di gennaio 2026, tra i quali il ciclone Harry. “Purtroppo non si è fatto, e non si sta facendo, quanto necessario per affrontare l’emergenza climatica” – dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia. – Da un lato, non si è proceduto con decisione all’abbandono delle fonti fossili per la produzione di energia e calore, sostenendo invece gli investimenti per accelerare la transizione energetica; dall’altro, non si è investito adeguatamente in politiche di adattamento agli effetti sempre più devastanti della crisi climatica. Al contrario, molte scelte recenti hanno aggravato le criticità esistenti”.

Nel corso della conferenza è stata affrontata anche la questione della ricostruzione delle infrastrutture danneggiate. Sebbene la Regione Siciliana abbia mobilitato risorse ingenti, il rischio – come segnalato da Salvatore Granata dell’Osservatorio sull’erosione delle spiagge della provincia di Messina – è quello di un accanimento terapeutico: “Ricostruire nello stesso posto e nello stesso modo di prima, sperando che il risultato cambi, è irrazionale e fonte di spreco.

“Eventi come il ciclone Harry non sono episodi eccezionali, ma il nuovo volto della crisi climatica” – conclude Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia. – “Continuare a reagire come se fossero emergenze isolate significa negare la realtà. Serve un approccio sistemico, basato su mitigazione, adattamento, prevenzione e pianificazione sostenibile, fermando il consumo di suolo”.

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