Torna in libertà (dopo 34 anni di carcere) Paolo Di Giacomo
Per i giudici di Napoli "c'è un cambiamento personale dell'uomo"
Condannato all'ergastolo per numerosi omicidi commessi nella "guerra di mafia" tra la fine degli anni '80 e gli inizi del '90 a Gela, e dopo 34 anni di carcere (quattordici al 41 bis), torna in libertà Paolo Di Giacomo, adesso settantasettenne. Lo hanno disposto i giudici del tribunale di sorveglianza di Napoli, che hanno riconosciuto il cambiamento personale dell'uomo, ritenuto significativo pur in assenza di collaborazione con la giustizia. L'ex sodale della Stidda (accusato anche della strage del 27 novembre 1990 con 8 morti e 11 feriti) lascia il carcere di Secondigliano. Ritorna a Gela. Lavorerà per un'azienda. Il tribunale di Napoli ha accolto la richiesta presentata dall'avvocato Giulio Bennici, concedendo a Di Giacomo la libertà condizionale.
"E' vero, Di Giacomo non ha mai risarcito economicamente le vittime - ha detto l'avvocato Bennici - ma la sua condizione di ininterrotta detenzione, fin dal 1992, non glielo ha permesso. I giudici però sottolineano che il suo totale mutamento di vita e il darsi agli altri è già una forma di risarcimento morale". Di Giacomo in questi lunghissimi anni di detenzione carceraria, ha prestato lavoro a supporto dei minori.
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