“L’informazione perde forza quando moltiplica il rumore”

Roccella Jonica (RC): consegnate al prof Francesco Pira Pergamena e Tessera di Socio Onorario del Circolo della Stampa della Locride

A cura di Redazione Redazione
24 agosto 2026 18:00
“L’informazione perde forza quando moltiplica il rumore” -
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“Per l’autorevole attività accademica e scientifica e per il costante impegno nello studio dei fenomeni sociali e comunicativi, interpretando la comunicazione come strumento di conoscenza, responsabilità e crescita civile, con particolare attenzione ai giovani e alle trasformazioni della società contemporanea”. Questa la toccante motivazione sulla Pergamena di Socio Onorario del Circolo della Stampa della Locride, consegnata insieme alla tessera, dal Presidente dottor Francesco Sorgiovanni al professor Francesco Pira, Associato di Sociologia all’Università di Messina, saggista e giornalista. La toccante cerimonia si è svolta a Roccella Jonica, evento brillantemente coordinato dal professore, architetto e giornalista, Rocco Romeo, presso l’Ex Convento dei Minimi.

Occasione della consegna del titolo la presentazione del volume scritto da Pietro Salvatore Reina “Conversazioni sull’umanità con Francesco Pira” che ha visto proprio il professor Pira dialogare con i professori Francesco Rao (Università Tor Vergata), Ciro Romano (Magnifico Rettore Università Montemurro D’Ippolito), Rocco Romeo (Università Guglielmo Marconi) e il Presidente del Circolo della Stampa della Locride, dottor Francesco Sorgiovanni.

L’evento si è aperto proprio con la consegna della Pergamena e della tessera da parte del Presidente Sorgiovanni: “abbiamo voluto consegnare questo riconoscimento al professore dell’Università di Messina, Pira, per la sua capacità di parlare con chiarezza alle nuove generazioni ma anche per l’apporto che saprà dare al nostro territorio per l’attività di formazione ai giornalisti e nelle scuole su temi importanti che riguardano la nostra professione e la società”.

Visibilmente commosso il sociologo Pira ha detto: “Ogni attestazione di stima ha un suo valore, ma quando arriva da un luogo simbolico legato al giornalismo, alla cultura e al rapporto con un territorio, il significato diventa ancora più intenso. In questo caso sento che non si tratta soltanto di una nomina, ma di un gesto che richiama un’idea precisa di responsabilità pubblica e di appartenenza a una comunità di valori. Per me questo riconoscimento tocca due dimensioni. La prima è personale: riguarda il cammino compiuto, gli incontri, gli insegnamenti ricevuti, le esperienze maturate in tanti anni tra università, scrittura, ricerca, formazione e presenza nel dibattito pubblico. La seconda è professionale e riguarda il senso del lavoro intellettuale quando non si esaurisce nella trasmissione dei saperi, ma cerca di entrare in rapporto con la vita delle persone, con le trasformazioni sociali, con le domande che attraversano il nostro tempo”.

Poi il momento dedicato al dibattito sul libro che si è sviluppato su importanti parole chiave. Sul valore dell’uomo e sul bisogno di un nuovo umanesimo digitale ha parlato il Magnifico Rettore dell’Università Montemurro d’Ippolito, Ciro Romano, di responsabilità il professor Francesco Rao, di educazione il professor Rocco Romeo. Relazioni di altissimo livello applaudite dal pubblico presente.

Quindi l’intervento conclusivo del professor Pira: “credo che il compito più alto del giornalismo sia restituire senso ai fatti. Non basta riferire ciò che accade: occorre verificarlo, collocarlo dentro un contesto, distinguerne le implicazioni, renderlo comprensibile ai cittadini. L’informazione perde forza quando si limita a inseguire l’urgenza o a moltiplicare il rumore. Diventa invece essenziale quando aiuta una comunità a orientarsi, a capire, a esercitare giudizio. Il giornalismo, allora, dovrebbe custodire proprio questo: la dignità del linguaggio, la pazienza della verifica, la tutela delle persone, la fedeltà alla verità dei fatti. Dovrebbe difendere la propria vocazione di servizio civile, senza lasciarsi assorbire dalle logiche della spettacolarizzazione. Quando ci riesce -ha concluso il professor Pira - il giornalismo non si limita a raccontare il mondo, ma aiuta anche a comprenderlo meglio e, in questo modo, a renderlo più abitabile”. Nel corso della cerimonia è stato ricordato il percorso professionale del professor Francesco Pira.

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