Manca volontà politica per monitoraggio e programmi su frana
L'intervento del presidente del Consiglio nazionale dei Geologi
«Sulla frana di Niscemi si può investire in conoscenza che certamente è un passaggio obbligato. La zona era già nota, era già stata investigata, era stata attenzionata da uno studio precedente a seguito dell’ultimo evidentissimo movimento franoso del '97, a valle del quale una commissione, appositamente nominata dalla Protezione civile, licenziò un rapporto piuttosto completo». Lo ha affermato Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, a margine del convegno 'Ciclone Harry e frana di Niscemi svoltosi al Palazzo dei Congressi di Taormina.
«Si può fare quello che già quel documento a cui hanno fatto seguito i documenti della commissione ministeriale voluta dal ministro Musumeci, di cui ho fatto parte - aggiunge Troncarelli - riprendevano le conclusioni, ovvero monitorare, cercare ovviamente di capire le cause, limitarne gli effetti con interventi sul territorio che erano già noti. Quindi quello che manca probabilmente è la volontà politica di dare attuazione a programmi di prevenzione con modelli predittivi e un approfondimento geologico, dall’epoca sono passati 30 anni, che sono elementi imprescindibili per cercare di attenuare il fenomeno in atto ci sono dei tempi che avete pensato».
Il presidente del Consiglio nazionale dei Geologi sottolinea che «sulle tempistiche è sempre difficile fare dei ragionamenti». «Diciamo - ha osservato - che degli interventi di monitoraggio sono già in atto, quindi a Valle della Frana si è attivato il centro di competenza con tutta una serie di attività di approfondimento che hanno consentito, per esempio, la riduzione della fascia di rispetto dai 150 metri originali agli attuali 100 metri. Però sulle tempistiche è chiaro - ha ribadito Troncarelli - molto dipende da come evolve il fenomeno che attualmente, per fortuna, probabilmente vedrà un vettore spostamento ridursi anche con l’approssimarsi della stagione estiva, quindi con afflussi meteorici di fatto ridotti, ma che probabilmente in tempi autunnali vedrà probabili riattivazioni di intensità tutta da vedere, ma con delle riattivazioni che dovranno certamente essere controllate».
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