"Niscemi si rialzerà, come ha sempre fatto"
Le preghiere e la vicinanza di don Giuseppe Cafá agli sfollati
Il gelese Don Giuseppe Cafá, parroco della chiesa Sacro Cuore di Niscemi, non chiude occhio da due giorni. La frana che domenica ha interessato la cittadina niscemese, con più di 1500 persone evacuate, l'ha profondamente colpito. Lo troviamo in strada, tra la gente. Perché lui crede in una Chiesa che non resta distante, ma che si sporca le mani. Per Don Giuseppe, la fede non è fatta solo di parole, ma di gesti: una porta sempre aperta, un consiglio dato con rispetto, un sorriso in questi terribili momenti difficili. È un punto di riferimento per la comunità, non perché si mette al centro, ma perché sa stare accanto.
Qual è il ruolo della parrocchia in queste ore critiche?
"In questo momento è di prima assistenza. Chi può ha portato coperte, cuscini materassi e brandine...La Caritas ha già fatto una prima distribuzione di viveri nei centri di raccolta degli sfollati".
Gli spazi parrocchiali possono diventare luoghi di accoglienza o punti di riferimento per la popolazione evacuata?
"Attualmente la protezione civile non ha ritenuto necessario il loro utilizzo ma sono stati messi a disposizione".
Come vi prendete cura delle persone più fragili, come anziani, famiglie isolate o persone con disabilità, in situazioni di pericolo?
"Stiamo facendo assistenza spirituale e psicologica ai tanti disperati che hanno dovuto lasciare casa e sanno di non potervi più ritornare".
Oltre all’aiuto materiale, quanto è importante il supporto spirituale in momenti così difficili e come viene offerto?
"Assolutamente importante...Già la sola vicinanza mia o di altri sacerdoti non fa sentire soli. Anche il Vescovo è stato presente. Tutto questo dà un segno di coraggio e di speranza. Io personalmente, assieme al Vescovo Mons. Rosario Gisana, siamo stati al punto di registrazione dove arrivano le famiglie sfollate e abbiamo dato sostegno, incoraggiamento o anche solo con un abbraccio".
Quali iniziative mette in campo la parrocchia per sostenere chi ha subito danni o perdite?
"Al momento ciò che è di massima urgenza è lo stare loro vicini. Con il Vescovo abbiamo pensato a qualche iniziativa insieme alla caritas per raccogliere ciò che è possibile per venire incontro alle prime necessità di chi ha perso tutto".
La comunità parrocchiale come può contribuire in modo concreto, anche attraverso il volontariato?
"La parrocchia ha già attivato diversi volontari che stanno aiutando nel trasloco degli effetti personali dei più fragili per accompagnarli ai punti di raccolta".
Che messaggio di speranza e vicinanza sente di rivolgere alle persone colpite da questi eventi?
"Niscemi, come tutta la Sicilia investita dall'ondata di maltempo, sta vivendo un tempo drammatico. Non siamo soli! Oggi alle 18 raduneremo la cittadinanza attorno all'effige di Maria Santissima del Bosco, patrona della città, per rimettere tutto nelle mani del buon Dio, attraverso la sua materna intercessione. Ci rialzeremo come sempre abbiamo fatto".
12.6°