"Nulla è più prezioso di un luogo integro"
"La natura incontaminata è pura bellezza"
Dal pittore Giovanni Iudice, riceviamo e pubblichiamo
A Gela, vi è un patrimonio naturale che contraddistingue i nostri luoghi più ammirevoli, la nostra comunita oramai equivale a geografia e nel caso del mare, le dune. Un bene prezioso e naturale, la sua biodiversità è la macchia mediterranea che il mondo ci invidia anche per piante officinali.
Sono luoghi senza tempo, luoghi atavici e integri, persino Quasimodo ne scrisse una poesia nei primi del 900 evocando i greci. Luoghi che ereditiamo per naturale vocazione, se pensiamo alla ginestra bianca (specie protetta che profuma a Maggio tutta l'intera area cittadina) un'importante e rara macchia mediterranea. Le dune, sono naturali habitat di insetti ma danno vita a un equilibrio naturale, fanno pure da barriera alle inondazioni marine e permettono cure termali come bagni di sabbia. Questa non è lezione di geologia o naturalismo, non sono uno scienziato, è una consapevole denuncia per una minaccia, grazie ai nostri burocrati votati da noi, perché patrimonio culturale! II bene ambientale è un patrimonio culturale! Egli è la visione del paesaggio, e in questa accezione si integra agli equilibri formativi che inducono a scelte di vita. La visione del paesaggio assume un'importanza primordiale per la specificità di un territorio perché gioca anche un ruolo sul turismo e la possibile economia di un territorio se venissero fuori dei parchi sostenibili ma soprattutto, mi riferisco a tanti giovani che hanno bisogno di vedere con gli occhi della bellezza, quella a molti sconosciuta per cultura del consumo. La nostra città vive molto il disagio della micro criminalità e vedere con gli occhi della bellezza può stigmatizzare quella violenza gratuita. Se parliamo di Niscemi, non occorre specificare più di tanto…in cui la geologia è violata quotidianamente da gravi responsabilità per negligenza e interessi.
Da artista quale sono, ho fatto conoscere le dune di Gela in tutto il mondo, portando la stessa comunità locale nella mia arte in quanto, convinto che il paradigma di un’arte popolare possa rappresentare lo stesso realismo e naturalismo. La natura è e rimane inimitabile nelle diversificazioni del paese.
Il mio non è campanilismo, ma un invito per una riflessione verso un destino, perché la dismissione industriale dalle nostre parti, potrebbe aprire un varco ad una vera svolta epocale, e invece…seppur siamo un angolo sperduto del mondo, rimane ancora da preservare e riscoprirne l’integrità. Noi gelesi dovremmo riflettere sul futuro dei nostri figli e cosa lasceremo a loro…dipende solo da noi...
Molti giovani per esempio fotografano spiagge e tramonti perché hanno sete di osservare il paesaggio con altri occhi (vedi nei social). Ma gli occhi non fotografo il visibile, cercano anima …Per capire tutto questo basta poco, perché emozionale anche per chi non ha studiato. Un esempio lapalissiano, è l’art. 9 della nostra Costituzione, semplice e comprensibile, eppure è stato scritto da Argan (noto storico dell’arte) in cui ci indica che, laddove il bene paesaggistico viene invaso da un’economia becera, perpetra in sé un reato. Tutto ciò, deriva da un sentire il paesaggio e tutelarlo. Ma chi lo fa a Gela? E non occorre leggere neanche la Costituzione o Argan per capire che 18 stabilimenti balneari per 2 chilometri di costa sono pura follia! Per questo sono contrario all'attuale Pudm che prevederebbe la costruzione di questi scempi sulle nostre dune. I gelesi da anni attendono un disperato ritorno della normalità, riappropriarsi dei propri spazi che sono sempre minacciati da logiche personali a discapito dei tanti. Un dominus che dalle nostre bande si chiama clientelismo a discapito della qualità della vita che riguarda tutti, e se davvero Gela sarà candidata (come ci dicono) a Città del Mare, mi chiedo con quali requisiti ?
13.1°