Orlando:”Siragusa sogna la notte Di Cristina anche quando non c’è”
Oggi alle 10.30 in municipio l'on Giuseppe Arancio presenta in conferenza stampa il nuovo corso del Pd. Intanto infuria la polemica innescata dalle dichiarazioni dell'ex segretario Guido Siragusa. A d...

Oggi alle 10.30 in municipio l'on Giuseppe Arancio presenta in conferenza stampa il nuovo corso del Pd. Intanto infuria la polemica innescata dalle dichiarazioni dell'ex segretario Guido Siragusa. A dare una versione diversa è un esponente storico del partito il preside Giuseppe Orlando fratello di Gaetano e Carmelo consigliere in carica ed ex consigliere. Una famiglia di provata fede Pd
Orlando in una nota sostiene che nessuno nel Pd ha estromesso l’ex segretario Guido Siragusa. Lui e altri sostenitori della Schlein si sono invece messi da soli fuori dal partito”. Poi evidenzia i limiti dell'ex segretario.“Per almeno undici mesi abbiamo gli chiesto di avere un confronto aperto che però non c’è mai statto ora sta diventando lapalissianamente prevedibile. Sfugge costantemente al confronto e si limita a spiegare solo i suoi perché”. Il dirigente dem non vede affatto che il Pd un partito dominato dalle decisioni del componente della direzione nazionale Peppe Di Cristina che si trova ora a Piacenza come insegnante di ruolo.
“Sembra quasi che lo sogni anche di notte – dice Orlando – Di Cristina è il suo unico termine di confronto, anche quando non c'è”. E poi Donegani e la sua candidatura a sindaco. “Non è una candidatura preconfezionata- dice Orlando- ma frutto di una progressione evolutiva in costruzione del gruppo “PeR” che va avanti da quattordici-quindici mesi e come tutte le proposte di candidatura sarà sottoposta, a tempo debito, alla direzione locale del Pd”, precisa. Orlando non esclude che lo strappo creato da Siragusa sia da collegare “all’incapacità di predisporre una lista per il 2024”. “Molto più semplice – aggiunge – starsene nel limbo e contestare metodicamente solo a danno del partito ma con quale fine?”. I problemi si risolvono con il confronto nel partito