Politica e sanità, botta e risposta a Mazzarino

I motivi dell'adesione al corteo si sanità di Gela

A cura di Redazione Redazione
30 settembre 2026 13:45
Politica e sanità, botta e risposta a Mazzarino  -
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Politica e sanità, botta e risposta a Mazzarino a pochi giorni dalla manifestazione del 3 ottobre per il Vittorio Emanuele di Gela: il gruppo politico dell'ex sindaco Domenico Faraci con Vincenzo Mantione, Gaetano Petralia e Antonella Corinto replica con una lunga nota agli ex consiglieri Virga, Pistone, Selvaggio, Arena e Lo Forte, che nei giorni scorsi avevano attaccato la loro adesione al corteo, e lo fa partendo proprio dalle etichette, perché secondo gli autori della prima nota partecipare alla mobilitazione sarebbe fare propaganda di sinistra, tesi che secondo Faraci e il suo gruppo viene smentita dai fatti, visto che come riporta la stampa alla stessa manifestazione indetta dall'amministrazione comunale di Gela parteciperanno anche la Lega con il consigliere Antonella Di Benedetto e l'ex sindaco e parlamentare regionale di Fratelli d'Italia Giuseppe Catania, punto di forza del partito in provincia, oltre al sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, esponente leghista che fin dall'inizio ha sostenuto che la salute non ha colore politico, e se quindi aderire è propaganda allora andrebbe spiegato anche a loro,.

il secondo punto riguarda la logica della manifestazione stessa, perché non può essere definita contro l'ospedale una mobilitazione che ne chiede il potenziamento. Sostenere che chiedere più medici sia andare contro la sanità significa ribaltare la realtà, sul fronte dei numeri poi la richiesta di chiarezza non arriva solo dal gruppo Faraci ma anche dallo stesso Catania, tra i più critici verso la gestione dell'Asp di Caltanissetta, che chiede all'azienda di dire quanti dei professionisti annunciati siano davvero aggiuntivi rispetto a chi già lavorava, specificando per ciascuno tipologia contrattuale, durata, monte ore e sede, precisando che assunzioni a tempo indeterminato, incarichi a scadenza, proroghe e convenzioni non possono essere sommati in un unico dato,

Ed è esattamente ciò che il gruppo Faraci ha scritto sui 14 medici per Gela che a un conteggio attento sarebbero dieci, cinque dei quali a termine, se a chiedere trasparenza sono anche esponenti del centrodestra difficilmente si può parlare di propaganda di parte.

Atra domanda condivisa è perché tante assunzioni siano arrivate proprio alla vigilia del corteo, se l'Asp è riuscita in un mese a contrattualizzare nuovi professionisti perché non lo ha fatto prima, è servita una mobilitazione e se la piazza ha accelerato provvedimenti necessari allora è già servita a qualcosa, ma servono organici stabili e non risposte emergenziali, la carenza nazionale di medici, pur vera, non spiega poi le scelte locali di distribuzione e non giustifica perché a Mazzarino manchino endoscopia, urologia, oculistica, un pronto soccorso con anestesista e un laboratorio attivo di notte, la carenza riguarda il totale dei medici e non le scelte di programmazione, capitolo Rsa, definito un autogol, perché gli stessi autori della nota contro Faraci denunciano che tutti i posti di Rsa del distretto sono a Gela e che a Mazzarino, Niscemi e Butera non ce n'è una, il che dimostra che la sanità del territorio non è così rinata come si racconta e che le Rsa dipendono dalla programmazione di Asp e Regione, cioè proprio di chi oggi viene difeso, sul tanto sbandierato ospedale rinato mancano poi i dati, dove sarebbe l'elenco di quanti medici in più, quali reparti e quali servizi attivati in questi due anni, le sei richieste tecniche avanzate dal gruppo Faraci attendono ancora risposta e chi ha i dati dovrebbe mostrarli e non solo evocarli, quanto alle ironie sui gemelli diversi e sui Lab, se stare nella stessa piazza significasse un matrimonio politico allora andrebbero inclusi anche Lega e Catania

on si tratta di alleanza ma di sanità, respinta anche l'accusa più grave, quella di mettere a rischio l'ospedale e il personale di supporto, perché nessuno ha mai attaccato chi lavora nella struttura, che anzi è il primo a pagare le carenze di organico, formulare un'ipotesi così pesante senza citare un solo episodio è solo un'insinuazione, infine la matematica e il giudizio dei cittadini, la sfiducia è passata con 12 voti favorevoli e 4 contrari e nessuno lo ha mai negato, ma con lo scioglimento del consiglio decadono tutti i consiglieri, autori della nota inclusi, e Mazzarino va in commissariamento per circa dieci mesi, chi invita altri a restare a casa è tanto ex quanto l'ex sindaco e l'ardua sentenza non spetterà agli autori ma ai cittadini alle urne nella primavera del 2027, da qui la conclusione del gruppo Faraci che ribadisce la richiesta di una risposta pubblica sulle sei richieste tecniche per il Santo Stefano, sui criteri dei trasferimenti di personale e sui numeri reali delle assunzioni, continuando a chiederla con o senza il gradimento di chi preferisce commentare le persone anziché i dati, con un messaggio finale chiaro, chi difende l'ospedale porti i numeri non gli insulti, se anche Lega e Fratelli d'Italia sono in piazza non è propaganda ma sanità, la salute non ha colore politico.

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