Presentato “Il Vangelo per le strade. Discorsi alla città di Palermo”, l’ultimo libro dell’arcivescovo Lorefice
PALERMO (ITALPRESS) – Il sud come metafora di una condizione esistenziale complessa, dinanzi alla quale il Vangelo ambisce a essere la risposta ai problemi quotidiani delle collettività: la città diventa esempio di uno scenario di potenziale riscatto dell
PALERMO (ITALPRESS) – Il sud come metafora di una condizione esistenziale complessa, dinanzi alla quale il Vangelo ambisce a essere la risposta ai problemi quotidiani delle collettività: la città diventa esempio di uno scenario di potenziale riscatto della fede nel libro ‘Il Vangelo per le strade. Discorsi alla città di Palermo’, a cura dell’arcivescovo Corrado Lorefice ed edito da Il Pozzo di Giacobbe.
Il testo è stato presentato presso la Cattedrale al termine della celebrazione per il 33esimo anniversario dalla morte di don Pino Puglisi: insieme a Lorefice l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia, e il procuratore della Corte d’Appello del Tribunale di Palermo Antonio Balsamo.
Le strade menzionate nel titolo si riferiscono ai tanti sud del mondo, di cui Palermo è metafora perfetta: l’intero libro è attraversato dal tentativo di rispondere al quesito su quale può e deve essere il ruolo del Vangelo di fronte agli squilibri, alle ingiustizie, alle incertezze. Nel testo sono contenuti i messaggi, i discorsi e le omelie che Lorefice ha trasmesso ai palermitani fin dal suo insediamento: una cronaca spirituale e civile che restituisce speranza a tutti coloro che temono di non riuscire più a coltivarla, con il Vangelo che si presenta come invito a non rassegnarsi.
Tantissimi, durante la presentazione del libro, i rimandi a padre Puglisi: la sua figura è paradigmatica di una Palermo che non accetta il concetto di rassegnazione e vede nel Vangelo un mezzo per favorire il riscatto anche nei quartieri più difficili, nei quali la presenza della criminalità organizzata mantiene tuttora una certa pervasività.
Eppure la genesi del libro è quanto mai curiosa ed è proprio Lorefice a svelarla: “A dicembre 2025, in occasione del decimo anniversario dal mio arrivo a Palermo, mi è stato recapitato da amici particolarmente cari un regalo che aveva chiaramente le sembianze di un libro. Lo scarto, leggo il titolo ma poi l’occhio mi cade sul mio nome: questo mi ha molto sorpreso naturalmente, ma quando l’ho aperto ho visto che dentro c’erano i miei discorsi alla città, le omelie e il mio messaggio alla comunità diocesana in occasione del 400esimo Festino. È una cosa che mi ha colpito davvero tanto, seppur fatta a mia completa insaputa”.
Battaglia, che peraltro ha curato la prefazione del testo, evidenzia come “questo libro non è solo una raccolta di discorsi alla città, ma la testimonianza del cuore di un pastore che arrivando a Palermo ha scelto di lasciarsi sorprendere dalla sua bellezza: il suo amore per Palermo è fatto di nomi imparati, volti conosciuti, periferie ascoltate e futuro immaginato. Lorefice non guarda la città solo per ciò che è stata, ma ciò che può ancora diventare: questa è una delle forme più alte di amore. Amare una città significa però anche dirle la verità su mafia, povertà, immigrazione e altri temi delicati: Lorefice lo fa con parole forti, perché il profeta della Bibbia non è colui che ama denunciare ma colui che denuncia perché ama”.
Nel ricordare l’assassinio di padre Puglisi, Balsamo lo definisce come “un grande prete che ha rappresentato tanto per la mia generazione. Il 15 settembre 1993 Palermo era molto diversa da oggi e presentava i segni di un’autentica guerra tra mafia e Stato: quando arrivò la notizia della morte, peraltro nel giorno del suo compleanno, tutti noi ragazzi che l’avevamo conosciuto abbiamo subito rivisto il suo sorriso, che lui utilizzava per stabilire un dialogo autentico con la gente e motivarla; è un simbolo di coraggio in tutta Palermo. Quando nel processo sulla strage di Capaci abbiamo sentito Grigoli e Spatuzza, che erano stati gli assassini di padre Puglisi, ci dissero che era stato ucciso un santo: oggi la gente di Brancaccio è profondamente convinta che quello è il quartiere di padre Puglisi, non dei fratelli Graviano. Anche nel libro di Lorefice ci sono tanti sentimenti espressi da lui: entrambi hanno immaginato una Palermo unita e compatta”.
-Foto xd8/Italpress-
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