Psichiatria e totalitarismo

La società digitalizzata, smart, deve funzionare senza imprevisti, senza teste calde, senza iniziativa personale

A cura di Redazione
30 agosto 2025 10:57
Psichiatria e totalitarismo -
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Dallo psichiatra Franco Lauria, riceviamo e pubblichiamo 



Epidemia e psichiatria  oggi hanno lo stesso scopo: il controllo. Negli ultimi anni l'ossessione del controllo da parte del Sistema postcapitalista tecno- finanziario si fa sempre più forte e capillare.
La Società digitalizzata, smart, deve funzionare senza imprevisti, senza teste calde, senza iniziativa personale.
Tutti hanno un posto nel Sistema che sa sempre dove sei e cosa fai.
Il Sistema deve anche sapere cosa farai domani e lo deve sapere con un anticipo congruo. Ti deve anticipare. Per questo è ghiotto di informazioni su ognuno e attraverso i sensori piazzati ovunque in casa e in città ci scruta, ci ascolta, ci vede.
Il grande fratello, il panoptico moderno deve essere sempre più preciso, puntuale, razionale, digitale, efficace. Il controllo efficace diventa totale, totalitarismo.
Questa ossessione del controllo totale  esclude alla radice ogni possibilità di democrazia e di libertà. Democrazia e libertà sono incompatibili con lo sviluppo tecnologico. La tecnica non è democratica.
Non è per tutti.



La Scienza non è democratica.
La divisione del lavoro, e dei compiti più in generale, in mille passaggi seriali esclude che il lavoratore sia a conoscenza del prima e del dopo, del sopra e del sotto.
Esclude che il lavoratore sappia lo scopo e il senso del suo essere e del suo fare.
Esclude che il cittadino, ripetendo la stessa medesima azione all'infinito, possa avere uno scopo, una direzione esistenziale. Ogni gratificazione è esclusa dal mondo del lavoro alienato. Come le api di un alveare dove è l'alveare il Sistema che conta e che deve funzionare. Le singoli api non contano nulla. Così è oggi il destino degli umani. Solo che l'ape non ha coscienza, è prodotta in mille unità tutte uguali dalla regina all'istante in cui l'alveare ne ha di bisogno. E poi scartata. E il Sistema funziona perfettamente. 
L'uomo invece ha una coscienza personale, non è proprio un'ape. Ogni uomo è diverso dall'altro.  Ogni uomo chiede e cerca risposte per se, valide per se stesso. Non è totalmente riducibile ad ogni altro, non è sovrapponibile, non è immediatamente sostituibile. Eppure lo sviluppo tecnologico lo tratta come tale. Lo sviluppo, quello che alcuni fanno coincidere con il progresso esclude le
singole individualità, appiattisce, omologa, smussa le differenze in none del funzionamento del Sistema.
E chi non è totalmente controllabile ed omologabile viene scartato. A questa azione dello scartare serve oggi la Psichiatria. La Psichiatria è il braccio medico, scientifico della Magistratura e la politica sta servendo al magistrato questo servizio attraverso leggi improntate al controllo scientifico del Sistema totalitario. Lo scarto prevede in prima istanza il controllo attraverso la chimica, gli psicofarmaci e la psicologia. In seconda istanza, se non bastano chimica e psicologia, intervengono le Comunità. Cioè si applica  l'espulsione del soggetto dalla polis, dal contesto comunitario. Oggi l'uso degli psicofarmaci è in forte e costante aumento. Oggi le comunità sono tutte piene e c'è una continua richiesta di nuovi posti. Infatti i soggetti da scartare, le persone che non si adattano aumentano sempre più. Sarebbe più umano e rispettoso del paziente dare alle famiglie un maggiore supporto a domicilio, dare centri diurni, dare risorse finanziarie per trattenere il paziente in famiglia. Invece no.
Il business delle comunità non lo vuole, non lo permette. Non ci sono soldi per queste scelte alternative e rispettose del paziente. Il paziente è la gallina dalle uova d'oro dei privati, soprattutto dei grandi privati, quelli che moltiplicano in Sicilia il numero delle Cta. I piccoli privati delle Comunità alloggio, ex case famiglia, che guadagnano un terzo e puntano sul rapporto empatico-assistenziale, in molti casi si dimostrano più efficaci delle comunità scientifiche, cosiddette riabilitative, apatiche  che non riabilitato nessuno. Infatti in 40 anni di attività sono pochissimi i casi di pazienti restituiti alla Società e reinseriti. Il Sistema è disumanizzato.  Da questo punto di vista la modernità è progresso? No. È regresso.

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