Risonanza: subito solo con la sanità privata
La denuncia di un cittadino sul doppio binario della sanità
Una settimana di attesa se si paga in privato. Zero date disponibili se si passa dal Servizio Sanitario Nazionale. È quanto accaduto a un cittadino di Gela, che ha raccontato la sua esperienza ai nostri microfoni.
Sua moglie è costretta a letto da due giorni con un forte mal di schiena, sottoposta a terapia dolorosa con punture antidolorifiche. Disperato, l'uomo chiama il medico curante per ottenere la ricetta necessaria a prenotare una risonanza magnetica all'ospedale di Gela.
La risposta del centralino è gelida: «Non ci sono date disponibili».
Niente. Nemmeno una lista d'attesa, nemmeno una prospettiva. Il silenzio del sistema.
A questo punto, l'uomo riprova dopo appena mezz'ora, stavolta chiedendo esplicitamente di effettuare l'esame in regime privato, a pagamento. Cambio di scenario improvviso: un posto viene trovato immediatamente. Appuntamento fissato per il 7 luglio 2025.
Il paradosso della sanità a due velocità
«Una vergogna – commenta amareggiato il cittadino –. La sanità pubblica funziona solo se paghi. E chi non può permetterselo? Chi ha problemi economici cosa fa? Resta a casa a soffrire?»
Il caso solleva un interrogativo drammatico, che non riguarda solo Gela ma l'intero sistema sanitario nazionale: esiste davvero il diritto alla cura per tutti, o è diventato un privilegio per chi può pagare?
Il meccanismo è ormai noto: le liste d'attesa per le prestazioni pubbliche si allungano a dismisura, mentre le stesse prestazioni in convenzione privata – magari nello stesso ospedale – vengono erogate in tempi brevissimi. Un cortocircuito che trasforma il diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione, in un bene di mercato.
dati parlano chiaro
Secondo i rapporti annuali sul Servizio Sanitario Nazionale, quasi 6 milioni di italiani hanno rinunciato a cure mediche nel 2024 per motivi economici. La percentuale è in crescita costante dal 2020. La sanità integrativa privata è diventata per molti una necessità, non una scelta.Ma qui non si parla di esami estetici o prestazioni di lusso. Si parla di una risonanza magnetica per una donna immobilizzata dal dolore, che forse potrebbe rivelare un'ernia, una stenosi, una patologia che necessita di intervento urgente.
Cosa dice la legge; l'articolo 32 della Costituzione recita: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.»
Le liste d'attesa, quando diventano ostruzionismo di fatto e si trasformano in un "muro" che cede solo davanti ai soldi, violano questo principio. Non è forse questa una forma di discriminazione economica?
Serve una denuncia formale
Il cittadino ha tutto il diritto di sporgere reclamo ufficiale presso:
• L'URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) dell'ASP di Caltanissetta
• Il Tribunale per i diritti del malato (associazione Cittadinanzattiva)
• La procura della Repubblica, se si ritiene che vi siano profili di negligenza o omissione
Allo stesso tempo, questa storia merita di essere raccontata. Perché finché resteranno casi isolati e silenziosi, nulla cambierà. Ma se alziamo la voce tutti insieme, forse qualcosa potrà muoversi.
Se anche tu hai vissuto esperienze simili, scrivici. La denuncia collettiva è il primo passo per rivendicare un diritto che non dovremmo mai dover comprare.
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